Sanità, accordo medici-Regioni: 85 euro in più

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8:00 – Nello stesso giorno in cui gli infermieri manifestavano a Roma, i medici, che inizialmente avevano aderito allo sciopero per poi ripensarci, hanno firmato l’accordo di pre-intesa per il rinnovo del contratto, che prevede un aumento di 85 euro al mese. I sindacati Fp-Cgil si sono incontrati nella sede di Aran con il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che ha dichiarato: «dopo lo sblocco del contratto delle funzioni locali arriva ora il via libera ad un contratto che interessa 540mila lavoratori, fra infermieri, operatori sanitari e amministrativi del Sistema sanitario nazionale». Soddisfatti anche i sindacati: «ci sono sostanziali miglioramenti, è un passo per restituire dignità a lavoratori – ha detto Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp-Cgil, che ha anche elencato gli altri aspetti positivi del contratto oltre all’aumento salariale: – 91 euro pro capite per incrementare i fondi della produttività e rivalutare le indennità a seguito della contrattazione integrativa (a partire da notturno, pronta disponibilità e festivo).

Garantiti fino a 15 minuti di tempo di vestizione, innalzabili in contrattazione aziendale. Su assunzioni, formazione, risorse aggiuntive e riorganizzazioni si apre un confronto regionale vero. niente deroghe sui riposi, rispettato l’orario di lavoro. Estensione, da subito, del sistema indennitario agli operatori socio-sanitari e agli assistenti sociali, più ruolo alle Rsu, potenziata la contrattazione decentrata e semplificati i fondi per la contrattazione. Entro luglio un nuovo sistema di classificazione, nuovo sistema di incarichi di coordinamento. Escluso il Jobs Act, a partire dal mantenimento dell’articolo 18, ed eliminata la legge Brunetta». Non sono dello stesso avviso però gli infermieri: «non abbiamo firmato la pre-intesa – ha detto Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up – perché riteniamo che sia peggiorativa. Questo è un contratto pre-elettorale, che non mette al centro i professionisti sanitari, ma solo la volontà di portare a casa un risultato da parte del governo. Sentiremo i nostri professionisti e nei prossimi giorni li interpelleremo attraverso un referendum». (Fonte: Ansa 02-23-18:06)

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