Gli italiani vogliono essere illusi, non governati

I partiti “cattivi” e i cittadini vittime? Falso. Lo scollamento non è fra loro. Ma fra loro e la realtà

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Molti commentatori hanno denunciato come questa campagna elettorale sia la più folle e sgangherata che si ricordi; come i partiti, quasi tutti i partiti, facciano a gara nel fare agli italiani le promesse più irrealistiche; come si coltivino spregiudicatamente le paure, ogni tipo di paura, per potersi mostrare validi baluardi a protezione degli spaventati cittadini.

Arrivasse a vederci all’opera uno straniero del tutto inconscio della nostra situazione, avrebbe degli italiani, probabilmente, questa immagine. Un popolo cui è capitata un’inaspettata fortuna, qualche centinaio di miliardi che non credeva di avere e che devono essere spesi; un popolo impaurito, impaurito dai fascisti che minacciano di prendere il potere, impaurito da una invasione incontrollata di stranieri non assimilabili.

Concentrati su come spendere l’inatteso tesoro, con ricette le più varie e stravaganti, i partiti sono divisi nel considerare e fronteggiare i pericoli, gli uni decisi a combattere il fascismo dilagante come se non ci fossero migranti da controllare, gli altri impegnati a combattere l’invasione come se la violenza politica fosse un fenomeno del tutto trascurabile.

Un popolo ricco, impaurito, ma per bene. Niente da ritoccare, per i partiti. Tutti gli italiani a fare il loro dovere, ligi e saggi, tutti a rispettare le leggi, una giustizia che funziona, una burocrazia solerte ed efficiente, una specie di Svizzera in grande, per capirci, ma senza quel plumbeo conformismo, quella noia mortale, quel diffuso sciovinismo che caratterizzano i nostri vicini transalpini. Un paradiso terrestre, di cui basta fugare le paure.

Poi uno va a controllare i report internazionali, redatti sulle risposte dei cittadini, e scopre una realtà diametralmente opposta. Gli italiani si considerano poveri, si aspettano di essere sempre più poveri e per questo si dichiarano infelici più di popoli alla fame, si ritengono più corrotti dei Paesi subsahariani, hanno di sé una considerazione molto, ma molto peggiore di quella che di loro hanno gli altri Paesi del mondo.

Sfiduciati è dir poco. Non credono praticamente più a nulla. Erano i cittadini più fiduciosi nell’Europa, sono diventati tra i più scettici. Un italiano su 10 ha fiducia nel Parlamento, uno su 20 si fida dei partiti. Cosa succede, allora? I partiti hanno fiducia nei cittadini, li stimano senza essere ricambiati?

A questo punto i soloni parlano di scollamento tra gli elettori e i loro rappresentanti, tra società civile e società politica. Apparentemente è proprio così. Si dice anche che i partiti parlano alla pancia degli italiani, solleticano i loro peggiori istinti per carpirne il voto. Una masnada di ciarlatani alle prese con un popolo saggio e incorruttibile.

Non sono d’accordo. I partiti parlano alla pancia degli italiani perché è esattamente quel che vogliono i cittadini. Gli italiani non amano essere governati, vogliono essere coccolati. Vogliono le moine, non la verità. Vogliono essere illusi, non persuasi. Vogliono sognare, non ragionare.

Pensiamo forse che questo non lo sappia Berlusconi, che ci marcia da più di vent’anni? Posso pensare che un Salvini ci creda per davvero, alla flat tax, è stato capace di credere anche a cose peggiori. Mi pare del tutto improbabile che ci creda un imprenditore che ha dimostrato, almeno in quell’ambito, una certa abilità.

Posso anche pensare che al reddito di cittadinanza creda fermamente un Giggino Di Maio. Uno che crede alle scie chimiche è capace di credere che Biancaneve e i sette nani siano iscritti all’anagrafe. Ma quelli che sono saliti sul carro in corsa, allegri e spensierati, pensiamo che ci credano? Ma neanche per idea! Bisogna dire quel che gli italiani vogliono sentirsi dire. Se Giggino, Berlusca e il Bomba sapessero di venir presi a pernacchie ogni volta che le sparano grosse, pensate forse che continuerebbero? Nossignori.

I cittadini non stimano i partiti e ne sono ricambiati con la stessa moneta. Ami essere preso in giro? E io ti accontento.

Lo scollamento sicuramente c’è, ma è tra la realtà da un lato e partiti e cittadini dall’altro.

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  • Lupis Tana

    gli italiani sono dei perenni illusi, pensano che ci debba essere un nuovo Rinascimento, ma non abbiamo più i geni (Geni) che lo sappiano far scoccare.
    il troppo benessere unito al troppo buonismo, ci farà scomparire. saluti, t l