Renzi, Di Maio e Salvini, lo sapevate? Il “mondo cattolico” non esiste più

I tre candidati premier ci provano, in modi diversi, ad abbindolare gli elettori credenti. Ma sbagliano. Nella forma e nella sostanza

Sia pure in modi diversi, Renzi, Di Maio e Salvini hanno fatto il loro appello al “mondo cattolico”. Renzi l’ha fatto senza nessuna enfasi, al limite dell’atto dovuto, nella speranza che l’endorsement di Romano Prodi sia più efficace di tanti suoi discorsi per far rientrare nel recinto della coalizione a guida Pd qualche altra pecorella adulta. Di Maio si è preso avanti e già in settembre ha saltato agilmente ogni discorso e si è affidato al gesto: l’abatino si è chinato davanti al card. Sepe e ha baciato in pubblica chiesa l’ampolla con il sangue liquefatto di S. Gennaro. Salvini ha superato tutti: nella penosa parodia del giuramento, andata in scena in piazza Duomo, ha brandito un rosario verde muffa e un vangelo. I beni informati assicurano che il Figlio se la sia legata al dito: che si bestemmi Lui, infinita misericordia, passi. Ma mettere di mezzo sua Madre è e sarà sempre cosa imperdonabile, come ama ricordare anche il suo pugnace vicario.

Modi diversi a parte, Salvini, Renzi e Di Maio hanno sbagliato tutti e tre, nella forma e nella sostanza. Hanno sbagliato nella forma, come avrebbe volentieri insegnato loro Togliatti, al quale la forma veniva sempre impeccabile: i suoi appelli al mondo cattolico in tempo di elezioni, e non solo, erano cesellati capolavori di raffinata diplomazia. Il Migliore, infatti, sapeva bene che le truppe che aveva di fronte erano ubbidienti quanto le sue, e non sottovalutava certo la preparazione politica e la temibile determinazione del loro comandanti, da Pio XII a mons. Zinato. Prendere di petto quel gruppo di generali e colonnelli o voler abbindolare con miseri trucchetti il loro esercito sarebbe stata fatica inutile e a Togliatti, vecchia talpa, non piaceva lavorare a vuoto. Per questo la sua strategia era fatta di gramsciana attenzione, di lavoro paziente, di suadenti proposte a pecorelle pascolanti ai margini del gregge. Tempo al tempo, altro che i frettolosi appelli, le pacchiane ipocrisie e le insopportabili sguaiataggini dei giorni nostri.

Renzi, Salvini e Di Maio hanno poi sbagliato nella sostanza perché non esiste più un mondo cattolico pronto a dispensare voti decisivi, né un arcipelago cattolico da conquistare isola per isola. Il cosiddetto “mondo cattolico” è evaporato da tempo nella più completa irrilevanza sociale e politica. Basti considerare gli appelli “guida” che rivolge a se stesso: cari credenti, prima di votare informatevi, riflettete e decidete. Punto. Come dire: programmi, partiti e movimenti più o meno si equivalgono tutti, Casa Pound e Potere al Popolo, i 5 Stelle e Liberi e Uguali, centrosinistra e centrodestra. Controprova? La Conferenza Episcopale ha assicurato che la Chiesa è pronta a dialogare con chiunque andrà al governo del Paese dopo il 4 marzo.

Con chiunque? Mi sono informato, ho riflettuto e, con ogni rispetto per la veneranda saggezza di vescovi e cardinali, ormai quasi più numerosi dei propri fedeli, non sono per niente d’accordo.

(ph: ilpopoloveneto.blogspot.it)