Treviso, 20 mila posti di lavoro recuperati in 3 anni

L’occupazione, in provincia di Treviso, è in costante crescita. Lo sostiene in una nota l’ufficio-studi di Cisl Belluno Treviso . Il 2017 si è chiuso con saldo positivo pari a 6.420 unità, valore superiore al 2016 che si è fermato a +5.925 posizioni da lavoro dipendente. Il mercato del lavoro trevigiano, in linea con quello veneto, si sta allontanando sempre più dal momento più difficile della crisi occupazionale, registrato nel dicembre 2014, quando all’appello mancavano oltre 30 mila posti di lavoro: negli ultimi tre anni, sono state recuperate più di 20 mila posizioni. La relazione è stata presentata oggi nella sede Cisl di Treviso dal Segretario generale Cinzia Bonan e dal Segretario Gianni Pasian.

A Treviso si assume soprattutto a tempo determinato, il 47% dei contratti è a tempo. In crescita anche i contratti di somministrazione, +860 il saldo. I contratti a tempo indeterminato rappresentano poco meno del 12%, contro il 14% del 2016. A livello settoriale, la crescita ha riguardato soprattutto l’industria, in particolare il settore metalmeccanico, che ha chiuso il 2017 con un saldo pari a +575. Bene anche le costruzioni, con 275 posti di lavoro guadagnati (nel 2016 erano 135). «Il trend occupazionale annuale è positivo, in linea con l’aumento del PIL registrato a livello nazionale (+1,4%)» ha dichiarato il Segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan. «Il 2017 – continua Bonan – è stato influenzato dalla mancanza di sgravi fiscali per le assunzioni, mentre nei due anni precedenti il mercato del lavoro era stato favorito dagli incentivi previsti dal Jobs Act. È immaginabile che le assunzioni ripartano nel primo trimestre di quest’anno, sostenute dagli sgravi contributivi previsti dalla Legge di Bilancio 2018».

«Dai dati – aggiunge Gianni Pasian, Segretario Cisl Belluno Treviso – emerge un mercato del lavoro altalenante: la crescita complessiva in corso è dovuta soprattutto all’aumento dei contratti a termine e atipici come quelli a chiamata. La paura d’investire a lungo termine si fa ancora sentire nel tessuto produttivo trevigiano, spingendo i datori di lavoro ad investire in risorse umane ma con tipologie di rapporti di lavoro precari, forse in attesa di una ripresa più strutturata e a lungo termine. Chiediamo alla politica -conclude Pasian – di dare continuità alle misure a sostegno del lavoro e dei lavoratori, in particolar modo i giovani e coloro che sono stati espulsi per crisi aziendali dal mercato».

(ph: Facebook – Cisl Belluno Treviso)