“Censura” su Facebook, rimossi post per sbaglio

«Rimuoviamo i post che attaccano le persone in base a razza, etnia, nazionalità, religione di appartenenza, orientamento sessuale, genere o disabilità». Questo è il messaggio standard con cui Facebook notifica e giustifica la rimozione dei post o dei commenti degli utenti. Solo che non sempre l’algoritmo di Zuckerberg c’azzecca. Se infatti si citano persone che come cognome fanno “Negri”, si rischia di essere censurati. Ed è proprio quanto accaduto ad Elisa Corridoni.

La donna aveva citato il professor Toni Negri, ma il suo post è stato rimosso. Poi Facebook si è scusato.

Anche Mauro Vanetti di Pavia si è visto rimuovere un post in cui nominava la poetessa Ada Negri. E a un militante di Potere al Popolo è andata anche peggio, perché non ha potuto postare niente per una settimana, essendo stato bloccato. Nel messaggio di scuse Facebook sembra alludere a un errore umano, ma non è ancora chiaro se le rimozioni siano dovute veramente all’algoritmo o a persone, che in questo caso dovrebbero riflettere e, conoscendo la lingua italiana, capire il contesto delle frasi prima di procedere ad azioni di blocco o rimozione.

(ph: Facebook – Elisa Corridoni)

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