«Emergenza meteo, blocco Tir non serviva»

«Blocchi ai Tir? Una non-emergenza, come dimostrano le decine di video e immagini che i colleghi stanno postando sui social da varie regioni in particolare dall’Emilia Romagna». Lo afferma in una nota il presidente di Confartigianato Veneto Nazareno Ortoncelli.  Il blocco «sta però lasciando nei parcheggi centinaia di mezzi veneti che, sotto la pioggia, sono fermi, in particolare sulla E45, in attesa di notizie dalle Prefetture per poter ritornare a lavorare con la certezza che, oramai, la giornata è andata e i carichi e scarichi previsti slittano a domani. Un danno economico pesante». Sotto accusa i divieti di circolazione ai Tir. «Dopo le ordinanze di divieto imposte dai Prefetti di mezza Italia -prosegue Ortoncelli-, considerato che ancora una volta si persegue il divieto di circolazione dei mezzi leggeri e pesanti spesso con finalità preventive, addirittura in questa occasione con divieti su tutte le strade provinciali, statali e autostradali dell’Emilia Romagna, il blocco ha creato inevitabili ripercussioni economiche, con conseguenze sia per il sistema produttivo, sia per le imprese di autotrasporto che hanno dovuto tenere fermi in piazzale migliaia di camion nella nostra regione».

«Ancora una volta -aggiunge il presidente- il sistema produttivo, e soprattutto l’autotrasporto merci è stato penalizzato da queste emergenze metereologiche. Sono stati bloccati la maggioranza dei trasportatori su tutta la rete stradale, da quella provinciale e statale a quella autostradale. In alcuni casi si è assistito infatti al divieto di circolazione sulle strade locali senza effettive e abbondanti nevicate o in largo anticipo. Ciò ha determinato tensioni e critiche, di cui hanno dovuto farsene carico anche le associazioni di categoria. È ora che tutto questo finisca -conclude Ortoncelli-. Non si può più scaricare su di noi la cronica carenza di infrastrutture, soprattutto per una poco efficiente gestione della società autostrade che, in vista di anche minime precipitazioni nevose, anziché provvedere a una rapida messa in sicurezza dell’arteria (con mezzi spargisale), preferisce bloccare le arterie ai mezzi pesanti provocando così la paralisi del trasporto merci, blocchi che, per altro, ricadono su tutta la popolazione. Scattano infatti come al solito le immediate manovre speculative con l’aumento dei prezzi al consumo di alcune materie prime».

(ph: Confartigianato Veneto)

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