Padova, centrosinistra civico attende il cadavere del Pd

Lo scenario: il M5S potrebbe alzare la testa, mentre per la maggioranza il futuro si fa sempre più difficile

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L’incertezza dei risultati delle elezioni di domani regna sovrana, non solo a livello nazionale ma anche nei corridoi di Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova. L’esito delle amministrative dello scorso giugno non dà alcuna indicazione, se si pensa che i cosidetti movimenti civici hanno surclassato i partiti tradizionali, i quali, nel complesso, hanno superato a mala pena la lista facente capo all’ex sindaco leghista Bitonci.
In un quadro così poco interpretabile, in cui si inserisce anche l’incognita dell’astensionismo, difficilmente si potrà assistere ad una riscossa dei partiti ed è abbastanza probabile che il titolo di prima lista in città possa andare all’antipartito per eccellenza: il MoVimento 5 Stelle.

A giugno i pentastellati con il candidato sindaco Simone Borile ottennero un misero 5 per cento, ma le candidature nei maggioritari del direttore del Conservatorio padovano Leopoldo Armellini al Senato e dell’imprenditore ed ex direttore per 26 anni della casa editrice Cedam Maurizio Motta alla Camera, possono attirare una buona parte dell’elettorato più “colto”. Se a questo si somma il traino nazionale del MoVimento 5 Stelle, il mix può diventare esplosivo. È possibile infatti che Borile, pur essendo il solo consigliere comunale grillino, forte però di rappresentare la prima lista nazionale e della città, deporrà i modi gentili fin qui adottati e chiederà a gran voce di essere ascoltato, soprattutto in certi uffici, in cui trova sempre la porta chiusa. Interessante sarà capire chi potrà contrastare una minoranza che assumerà una valenza molto importante e che potrà attaccare a più punte.

Guardando le componenti della maggioranza di centrosinistra, il futuro sarà ben difficile per il Pd, che si dovrà leccare le ferite ed è sempre alle prese tra lotte interne, e pressochè impossibile per Coalizione Civica, che non riesce ad avere una coesione per intraprendere la stessa strada. Rimane la lista Giordani, ma più in generale l’associazione AmoPadova, cui la civica del sindaco fa riferimento e a cui ha aderito gran parte del salotto buono di Padova. A giugno, dopo la vittoria, con un Giordani ancora in convalescenza dall’ictus, furono un po’ messi da parte non solo per onorare l’accordo con Lorenzoni, che aveva dato l’appoggio al secondo turno, ma soprattutto per dare spazio ad un Pd che, con Massimo Bettin in testa, a tutti i costi ha voluto appropriarsi della vittoria e pavoneggiarsi di fronte a Matteo Renzi come unico esempio di strategia vincente.
Ora i civici sono cresciuti e hanno di fronte la possibilità non solo di contrastare un’opposizione di centrodestra che si fa sempre più minacciosa, ma di essere il vero punto di riferimento per la Padova di centrosinistra non legata al Pd. Magari mettendo ordine in una maggioranza che appare alquanto disordinata.

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  • don Franco di Padova

    Vedremo.