Prima comunione, niente filmino: fotografo paga caro

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Un fotografo è stato condannato a risarcire una famiglia per aver “bucato” la ripresa del momento fatidico della prima comunione della bambina. La piccola, secondo i genitori, sarebbe caduta in uno “stato depressivo” a causa della mancata ripresa nel giorno tanto atteso. Per questo, il Giudice di Pace di Torre Annunziata (Napoli) ha stabilito un indennizzo consistente come risarcimento per la famiglia danneggiata, “molto cattolica”. Ad essere punita non è stata solo la distrazione del fotografo, ma anche la sua slealtà: pare infatti che il collega, insieme al collega cameraman, si fosse accorto di aver “saltato la ripresa” dell’eucaristia, come si evince dal filmino, dove li si sente imprecare per la svista.

Invece di tentare di rimediare, magari con una “ripresa suppletiva”, il professionista ha taciuto, intascando comunque i 70 euro per la prestazione. E anziché prendersi le proprie responsabilità, ha provato a scaricare tutto sul parroco, reo di aver imposto regole troppo restrittive per le riprese. Accusa che tuttavia non è riuscito a provare in alcun modo. Per il disservizio e i danni morali che ne sono conseguiti, ora il fotografo dovrà rimborsare i 70 euro e in più pagare 1570 euro (più interessi) alla famiglia, altri 1500 euro (più interessi) ai genitori, 1700 euro di spese legali (più iva al 15% e contributi previdenziali agli avvocati. Dovrà inoltre sborsare il 50% di queste somme in favore della Parrocchia, ingiustamente chiamata in causa.

Fonte: Cassazione.net

(Ph. Shutterstock)

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