Vigonza (Pd), a 22 anni vota per il Senato

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A Busa di Vigonza (Padova) una ragazza di 22 anni ha votato anche per il Senato, ma la legge dice che si può solo dai 25 in su. Ieri pomeriggio la giovane si è recata al seggio, ha ricevuto due schede, ha votato su entrambe e poi le ha consegnate agli scrutatori che hanno staccato il tagliandino antifrode. Una volta a casa, però, le è venuto il dubbio. Come scrive Giusy Andreoli sul Mattino a pagina 8, la 22enne ha raccontato al fidanzato l’accaduto. Lui si è recato al seggio e ha controllato assieme agli scrutatori: effettivamente le sono state consegnate sia la scheda per la Camera, sia quella per il Senato, senza che venisse controllata l’età.

«Mi ha dato molto fastidio quando mi hanno risposto che non si poteva annullarla né fare nulla, aggiungendo: “Qualcuno ne godrà” – ha detto il fidanzato della ragazza -. Ho anche chiamato – aggiunge  – i militari presenti per denunciare il fatto, ma non è stato redatto neppure un verbale. Di fronte a queste risposte mi sono messo quasi a ridere. Posso capire l’errore umano ma, se per caso, succede in ogni sezione d’Italia come la mettiamo? ». Il sindaco di Vigonza Innocente Stefano Marangon cerca di minimizzare: «verificheremo la sussistenza dell’errore e si vedrà cosa fare. Purtroppo gli scrutatori erano sotto pressione per il nuovo sistema che ha costretto a operazioni complicate e a far fronte a lunghissime file».

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  • Guglielmo Pinton

    Un errore di questo genere è sempre possibile. La responsabilità è del presidente di seggio, anche se la “colpa” probabilmente è di uno scrutatore. Bisognerà poi vedere come se la sono cavata con i verbali di seggio, e comunque il presidente può rischiare di non veder rinnovato il suo incarico per le future occasioni. Non era proprio il caso di farne un “caso” giornalistico. A meno che non si voglia alimentare artatamente la “cultura del sospetto”, tanto di moda oggidì. O tempora, o mores!