«Alla ricerca del figlio perfetto: se ci sono disabilità 70% sceglie aborto»

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Di fronte alla notizia che il bambino che si porta in grembo ha qualche tipo di disabilità, sempre più genitori scelgono l’aborto. A dirlo al Gazzettino è Enrico Busato, direttore dell’unità di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Treviso: «nel momento in cui apprendono che il nascituro avrà delle disabilità, molti genitori decidono per l’aborto: su dieci donne, sette interrompono la gravidanza. Vuol dire più o meno il 70%. Vale per tutte le disabilità. Compresi i bambini con la sindrome di Down. Ne nascono meno perché le diagnosi sono precoci e conseguentemente si interrompe prima la gravidanza»

Il primario cerca di dare delle motivazioni a questa scelta. «C’è una minore accettazione. Tempo fa le famiglie accettavano più facilmente un figlio con disabilità innanzitutto perché non lo si sapeva. Non c’erano le possibilità diagnostiche attuali. Ma adesso si fa più fatica anche perché a livello generale si tende ad avere in testa il figlio perfetto, a volte quasi confezionato su misura. In questa analisi va valutato, a mio avviso, anche un calo dei valori di fondo. Una volta era diffusa una tradizione cristiana molto forte e i genitori facevano una serie di considerazioni che alla fine li spingevano a decidere di mettere al mondo un figlio anche se con la sindrome di Down, ad esempio. Oggi questi valori si stanno perdendo. E ciò fa sì che i genitori facciano delle scelte con più facilità. Tale andamento racconta molto del tempo che stiamo vivendo», conclude Busato.

Ph: kurier.at

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  • Adriano Tolomio

    Forse non si parla nell’articolo che i genitori vengono lasciati soli e spesso ghettizzati. Inoltre la maggiore preoccupazione per loro è che quando loro non ci saranno più, la creatura sarà affidata a chi non la potrà amare come loro. Senza tirare in ballo l’eugenetica, un pò di quei soldi che date ai finti rifugiati, adesso anche climatici,invece di toglierlo proprio come oggi avviene in questo caso, all’assistenza alle persone deboli, devono essere dati a loro.

  • don Franco di Padova

    Adriano Tolomio ha centrato il problema. Sono testimone dell’angoscia di una coppia con figlio down, correlata al “dopo morte”.
    È noto che le probabilità di un figlio down crescono di molto con l’età dei genitori, meglio, della madre che, spesso, è più giovane del padre.
    Si configura così una situazione di drammatica incertezza che sarebbe ipocrita non considerare.
    Altro discorso è la moda, poco importa se illegale, di utilizzare l’aborto quale strumento selettivo del genere se non, addirittura, di preferenze somatiche.
    Poi si parla di razzismo solo perché uno è contrario ai nullafacenti migranti economici di colore…

  • Tutti quelli che parlano di “calo dei valori di fondo” in caso di scelta abortista in presenza di possibili handicap, sono pregati di firmare una dichiarazione scritta nella quale si impegnano ad assistere per tutta la vita, finanziariamente e moralmente, quel bambino e la sua famiglia. Altrimenti, sono solo chiacchiere cattoliche.