Giornalismo, addio al liberale Ostellino

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

L’ex direttore del Corriere della Sera e presidente onorario del «Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”» Piero Ostellino si è spento oggi all’età di 82 anni. Ostellino iniziò a lavorare al Corriere nel 1967. Nel 2015 passò a Il Giornale. Nato a Venezia nel 1935, si laureò a Torino in Scienze Politiche e studiò a lungo i sistemi politici comunisti. Era considerato un grande esempio di giornalista liberale. Tra i suoi libri più famosi In cosa credono i russi?, Il dubbio. Politica e società in Italia nelle riflessioni di un liberale scomodo,  Lo stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia.

«Libertà e giustizia sono, nella società di massa, in conflitto – scriveva Ostellino nel 2016 -. La libertà privilegia le differenze, la giustizia le nega. Le differenze favoriscono il progresso, l’eguaglianza privilegia la continuità. L’una, l’eguaglianza, è figlia della cultura moderna e contemporanea, nasce con la rivoluzione francese e si sviluppa nel socialismo. L’altra, la libertà, produce continuità e ha il suo fondamento nella democrazia liberale. Il conflitto è fra democrazia e liberalismo». Duro il giudizio su Matteo Renzi, definito «fascistello». E sul tema dell’immigrazione scriveva: «che il Papa predichi la politica dell’accoglienza indiscriminata, senza preoccuparsi delle sue conseguenze sociali e politiche, è naturale. Lui, il Papa, fa il suo mestiere e la sua fede ne giudica le conseguenze nell’aldilà. Ma non si può chiedere che lo faccia lo Stato». Ostellino aveva anche parlato di «operazione di marketing» riferendosi all’atteggiamento «pauperistico» della Chiesa dopo l’elezione di Papa Francesco.

(Fonte: Ilgiornale.it)

(ph: Leonexiii.it)

Tags: , ,

Leggi anche questo