Caso acque trevigiane, Ats: «qualità massima, i carabinieri possono verificare»

Il direttore generale Durigon: «denunceremo, io sono in azienda dal 2001 e conosco benissimo la situazione»

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Il caso delle presunte anomalie circa la correttezza dei controlli sull’acqua distribuita nella zona della destra Piave nel Trevigiano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le prime reazioni e la richiesta di chiarimenti indirizzata alla Regione Veneto, e dopo la difesa nei confronti di Ats col sigillo del consigliere regionale Silvia Rizzotto (lista Zaia) e le preoccupazioni di Legambiente, stavolta è il turno della stesso gestore. Il quale parla per bocca di Roberto Durigon, direttore generale di Alto Trevigiano Servizi, ovvero la srl intercomunale che cura il ciclo integrato idrico in oltre cinquanta municipalità della Marca. L’ingegnere, nel gruppo da diciassette anni, punta l’indice contro il chimico mestrino Giacomo Pelagatti che nel 2014 indirizzò ai carabinieri del nucleo ambientale di Treviso una segnalazione in cui si parlava di anomalie gravi nella metodica di valutazione della presenza di metalli pesanti nell’acqua erogata da Ats, controlli che quest’ultima aveva affidato alla Laboratori Giusto di Oderzo. «Dire che siamo arrabbiati è dir poco. Sicuramente rispetto a questa vicenda redigeremo un esposto; anzi lo sto redigendo in questo momento. Chi ha diffuso notizie false e tendenziose risponderà nelle sedi opportune. Noi siamo tranquillissimi. In quel periodo passavamo da una gestione di analisi all’altra. Io ho mantenuto la continuità con la vecchia società. E poi avevamo cinque Ulss che ci controllavano».

Voi avete rilevato anomalie da parte dei Laboratori Giusto?
No, da questo punto di vista no. E ho anche i dati che confortano tutto ciò. Per cui chi ha messo in giro questo tipo di notizie, ribadisco, risponderà nelle sedi opportune, perché questa cosa noi non abbiamo alcun interesse a lasciarla perdere.

I laboratori Giusto hanno ancora incarichi presso Ats?
Gli incarichi devono essere conferiti mediante gara. E questi laboratori debbono essere accreditati. È evidente che il dottor Giusto ha vinto di nuovo la gara e quindi lavora ancora con noi. Ma allo stesso tempo noi abbiamo una gestione con un altro laboratorio, non si tratta più vecchi avversari o concorrenti di Giusto, ma di un laboratorio di un altro gestore del servizio idrico del Veneto. Questo accordo sono andato a sottoscriverlo direttamente io nel gennaio del 2016.

In questo momento voi di Ats che messaggio volete lanciare agli utenti e ai cittadini?
L’attenzione sulla qualità dell’acqua da parte nostra è massima. Basti pensare ai numerosi progetti da noi sostenuti al riguardo, per esempio con l’istituzione di un dottorato di ricerca, alla collaborazione con l’università di Padova o alla collaborazione con la veneziana Veritas. Oltre alla sicurezza a noi sta a cuore la cultura dell’acqua. E poi la qualità delle nostre fonti, a partire da quella dello Schievenin, è cosa nota tanto da essere oggetto di studio da parte di molti. Motivo per cui io non so come sia potuta nascere una bufala del genere.

L’esposto del dottor Pelagatti, che in quel periodo lavorava per la Laboratori Giusto, riguardava però non la salubrità dell’acqua in sé, bensì le metodiche di controllo sull’acqua erogata da Ats. Poi c’erano alcuni addebiti anche su come erano svolti i controlli dello stesso laboratorio presso alcune Ulss venete in ambito ospedaliero. Che cosa dice al riguardo?
Sì è vero, però quale è il messaggio che è passato? Quello sull’acqua. Le richieste di chiarimenti che sono giunte all’amministrazione regionale quali sono?

Ma Ats ha mai interloquito con i carabinieri del nucleo ecologico o con quelli del nucleo sanitario?
Io apprendo dalla stampa che questo esposto risale al 2014. Noi da parte dei Nas o da parte del Noe non abbiamo mai avuto né alcun rilievo né alcun contatto. Se vogliono venire possono venire in qualsiasi momento, anche adesso. E non mi risulta che noi si abbia avuto alcun contatto anche con l’autorità giudiziaria. Peraltro io sono in azienda dal lontano 2001. E mi creda, conosco benissimo la qualità delle nostre acque.

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