Sharma indagati per schiavitù sul lavoro, la “compagna” Moretti non twitta niente?

La famiglia che l’aveva ospitata in quel famoso viaggio in India deve difendersi da un’accusa gravissima. Specie per chi ha valori di “sinistra”

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Fra una citazione di Churchill sul valore della sconfitta (e di sconfitte lei ne sa qualcosa) e un’immancabile sbrodolata retorica sulle donne per l’8 Marzo, fra un’intervista-fiume e un hashtag, fra il lusco e il brusco, la consigliere regionale veneta del Pd Alessandra Moretti potrebbe far sapere alla trepidante opinione pubblica quale e quanta indignazione le avrà senz’altro smosso l’animo la notizia, data oggi dal bravo Matteo Bernardini sul Giornale di Vicenza, dell’indagine con perquisizioni sull’azienda degli Sharma, il cui rampollo Jorge fu così carino nel 2016 a invitare lei e suo papà al proprio matrimonio in India. Se lo ricorderà bene, quel fulgido episodio della sua carriera politica, quando marcò visita in consiglio regionale del Veneto e alla fine, con squisita eleganza, “scaricò” tutto sul babbo («è solo il figlio di una persona che conosce mio padre», disse al Fatto Quotidiano che riprese lo scoop di Vvox sulla denuncia per schiavitù di un dipendente indiano della ditta). Fu l’ennesima buccia di banana su cui si schiantò la ex europarlamentare Pd, prima portavoce di Bersani e poi, senza vergogna, renziana fervente. Ma tanto, ormai, ci si era un po’ tutti abituati. Compresi i suoi compagni del Pd, che però quella volta, esausti, decisero di decidere qualcosa, e la fecero dimettere da capogruppo a Palazzo Ferro Fini.

I fratelli Sharma, dai lombi di uno dei quali è nato Jorge, sono sotto inchiesta per sfruttamento del lavoro, intermediazione illecita e favoreggiamento fraudolento dell’immigrazione. Come aveva raccontato sempre a Vvox il sindacato Usb che si era occupato del caso, il ragazzo si è riparato vivendo sotto protezione. La magistratura verificherà se, come sostengono i legali degli Sharma, le accuse siano infondate. Ma a meno di non avere a che fare con dei mitomani, qui quanto meno c’è della sofferenza. Ora, la Moretti, oltre a figuracce e batoste, ci ha anche assuefatti ad una spiccata tendenza a riempirsi la bocca di paroloni sulla solidarietà, sulla difesa dei deboli, sulla lotta alla povertà e tutto lo sterminato birignao di chi si considera sempre dalla parte del Bene, del Buono, del Giusto e, naturalmente, degli umiliati e offesi. E dunque la batta, una parola, sul 24enne Rahul Sahni, che lamenta di essere stato trattato come uno schiavo dalla famiglia che la ebbe ospite. Lo spenda, un post su Facebook. Si sprechi, a digitare un tweet. Il mondo ha diritto di sapere se la sua immensa sensibilità umana e sociale si fa toccare, e in quale punto. Su, Ale, mostra il tuo vero volto.

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  • dino

    ma lasciatela stare questa povera OCA