Si affida a naturopata per curare tumore, muore 46enne

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Si è rivolta ad un naturopata per curare il tumore al seno che l’aveva colpita. Dopo pochi mesi che il guru le aveva consigliato una cura a base, tra le altre cose, di fiori di bach, le sue condizioni sono nettamente peggiorate. E’ arrivata a pesare 30 chili, perdendone più di 15 nel giro di qualche settimana. A quel punto la donna si è finalmente decisa a rivolgersi all’ospedale ma ormai era troppo tardi. A denunciare l’accaduto, sul Gazzettino, è l’oncologo del Cro di Aviano (Pordenone) Massimiliano Beretta che lancia un allarme: non affidarsi a “guru” che utilizzano soltanto sostanze naturali.

«Mentre lei credeva di sottoporsi a una terapia efficace, la malattia avanzava in modo ancor più aggressivo – le parole del medico riportate dall’Huffingtonpost – perché non incontrava l’ostacolo della chemioterapia, e soprattutto si diffondeva in un organismo ormai privo di difese. Non si discute mai abbastanza dei trattamenti non convenzionali che non sono per forza di cose dannosi, ma devono essere valutati sempre da un medico. Il problema sta assumendo dimensioni notevoli – ha aggiunto Beretta -: le stime ufficiali parlano di un paziente oncologico su due che nell’arco del proprio percorso terapeutico fa ricorso a terapie non convenzionali. I dati che più ci allarmano sono quelli relativi all’autodiagnosi da motore di ricerca: una recente indagine di Medipragma ha accertato che l’81% degli italiani si rivolge al “dottor Google” per trovare informazioni online su sintomi, diagnosi, malattie e cure. E solo il 9% si confronta con il proprio medico. In mezzo ci sono queste montagne di informazioni postate spesso da ciarlatani e comunque lontane dalla scienza, in cui i pazienti si imbattono. La disperazione fa il resto – ha concluso – e così finiscono tra le braccia di certi guru».

 

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