Millennials, “bomba sociale”: 5 milioni di futuri poveri

«C’è una bomba sociale che va disinnescata. Lavoro e povertà sono due emergenze sulle quali chiediamo al futuro governo di impegnarsi con determinazione per un patto intergenerazionale che garantisca ai figli le stesse opportunità dei padri». Così sul Sole 24 Ore a pagina 8, Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative mette in guardia dalla “bomba sociale” che rischia di esplodere nei prossimi anni. Il riferimento è al rapporto “Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?” presentato ieri da Censis e Confcooperative. Secondo il documento 5,7 milioni di giovani saranno a rischio povertà nel futuro. Si tratta di una massa di precari, neet e sottosalariati che si troveranno in una situazione economica peggiore rispetto ai propri padri.

A causa del ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro, della discontinuità contributiva, e dei bassi stipendi, la pensione dei figli che lavorano si fermerà al 69,7% della retribuzione, quasi il 15% in meno di quella dei genitori. Molto peggio andrà invece ai 3 milioni di Neet (coloro che non lavorano, non studiano e non partecipano a corsi di formazione, ndr) e ai 2,7 milioni di lavoratori che secondo il rapporto rischiano di affossare a lungo termine il futuro previdenziale e la tenuta sociale del Paese.

(ph: lacittafutura.it)

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