Padova, sale comunali vietate ai neofascisti

La giunta padovana di Sergio Giordani (in foto) ha approvato ieri la delibera per vietare le sale pubbliche ai movimenti neofascisti e discriminatori. Come scrive Luca Preziusi sul Mattino a pagina 19, la modifica del regolamento introduce per chi fa richiesta degli spazi pubblici la “sottoscrizione” dell’articolo 3 della Costituzione (quello che garantisce la pari dignità di tutti i cittadini, ndr) e della legge Scelba che vieta l’apologia di fascismo. Il provvedimento, promosso dalla consigliera di Coalizione Civica Daniela Ruffini, era stato rinviato a dopo le elezioni del 4 marzo per permettere a tutti i partiti e movimenti in corsa di fare campagna elettorale.

Come si legge nella delibera, le sale saranno vietate alle associazioni che «direttamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti, alla sua simbologia, e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale, o per ragioni di lingua, di opinioni politiche, o per condizioni personali o sociali». «Da sindaco ho giurato sulla Costituzione, che difende valori come la tolleranza e la solidarietà – ha commentato il sindaco Giordani -. Non posso concedere spazi a chi vorrebbe utilizzarli come megafoni per esprimere messaggi di odio».

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