Alberghi di lusso e maxi-indennità, Ingroia indagato per peculato

L’ex magistrato antimafia Antonio Ingroia, candidato alle politiche del 2013 con “Rivoluzione Civile” e a quelle del 2018 con la “Lista del Popolo per la Costituzione”, ora avvocato, è finito nel mirino della polizia economico-finanziaria di Palermo per la gestione della società regionale “Sicilia e-servizi“, che si occupa di servizi informatici. L’accusa per Ingroia è di peculato.

Intanto il provvedimento ha sequestrato 150 mila euro di beni che sarebbero stati acquisiti illegalmente. L’ex magistrato, che abita a Roma, aveva diritto al rimborso dei biglietti aerei per gli spostamenti a Palermo, ma secondo l’accusa ha usufruito anche di costosi alberghi di lusso e si è auto-assegnato un’indennità di 117 mila euro per 3 mesi di lavoro. La società oggi si chiama “Sicilia Digitale spa” e ha fatturato utili da 33 mila euro nel 2013 e 3800 euro nel 2014. Sotto accusa anche il revisore contabile Antonio Chisari.

(Fonte: Palermo.repubblica.it)

(ph: Facebook – Sostiene Ingroia)

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