Igor il Russo, primo interrogatorio: ride in faccia ai pm e fa scena muta

Si è svolto oggi il primo interrogatorio di Igor il Russo. Oltre a non rispondere alle domande dei pm italiani sugli omicidi del barista di Budrio Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri, l’uomo, come riporta Repubblica, ha mantenuto per tutto il tempo un’aria di sfida, quasi di strafottenza. Quando i pm gli hanno detto che è indagato anche per un terzo omicidio, quello del metronotte Salvatore Chianese, ha avuto un atteggiamento beffardo.

«L’interrogatorio non l’abbiamo potuto fare – spiega il procuratore Amato -. Speravamo parlasse. Siamo indifferenti rispetto a questa sua scelta, l’importante è che abbiamo notificato gli atti. Lo rinviamo a giudizio il prima possibile, nei prossimi giorni, penso anche con giudizio immediato, abbiamo questa possibilità. Avvieremo una rogatoria con la Spagna per il processo in videoconferenza. La detenzione in Spagna non è un limite alla possibilità di processarlo».

La scelta dell’indagato di non rispondere, getta ancora più ombre sui suoi complici. «Se ci fosse stata la volontà di collaborare avrebbe potuto valorizzare elementi sul favoreggiamento, per capire le modalità di allontanamento dall’Italia. Un suo contributo sarebbe stato importante. L’aspetto successivo delle modalità della fuga sarà oggetto di un diverso approfondimento. Per ora non ci sono indagati per favoreggiamento soggettivamente individuati ma abbiamo spunti anche significativi».