Berlino, bimba insultata e picchiata a scuola perchè ebrea

Da una scuola elementare di Berlino arriva una storia triste. Una bambina di 7 anni è stata avvicinata da un compagno di scuola che le ha chiesto se fosse ebrea. Lei ha risposto di sì, spiegando che si tratta della fede del padre anche se la famiglia non è praticante. A quel punto diversi bambini, tutti di età compresa tra i 7 e gli 8 anni e provenienti da famiglie di fede musulmana, hanno cominciato a picchiarla ed insultarla.

«I bambini sono sempre più spesso soggetti al fanatismo religioso dei loro genitori, fratelli maggiori o parenti più stretti – ha dichiarato al quotidiano Berliner Zeitung un’insegnante -. Non sanno ancora leggere e scrivere, ma già dividono il loro piccolo mondo in due categorie: credenti e miscredenti, musulmani e non-musulmani»

Le statistiche del ministero degli Interni registrano da anni un aumento dei reati di stampo antisemita: 1200 nel 2015, 1400 nel 2016 ed oltre 1500 lo scorso anno. «Quello che è successo nella scuola berlinese non è purtroppo un caso isolato -, sostiene la portavoce giovanile della comunità ebraica tedesca Marina Chernivsky -. Offese, minacce e anche attacchi fisici sono all’ordine del giorno sia nelle scuole elementari, sia negli asili».

«L’Islam trasformato in un’ideologia e il fondamentalismo religioso hanno una forte attrazione sui giovani immigrati», sostiene la direttrice dell’American Jewish Committee di Berlino Deidre Berger. «Radicalizzandosi, i giovani musulmani trovano un’identità, si distinguono e compensano l’esperienza d’isolamento che a loro volta provano in qualità di diversi, di stranieri, di emarginati».

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