«Mibact declassa Teatro Stabile, decisione che odora di politica»

«La scelta della Commissione Teatro del MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) di lasciare senza un Teatro Nazionale tutto il Nordest d’Italia è odiosa nel metodo e nel merito. Una decisione che avrebbe dovuto essere basata il più possibile su criteri oggettivi, invece odora molto di politica e appare come un colpo di coda di un apparato romano che non è mai stato amico del Veneto e del Nordest». Commenta così, amaramente, l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari, il declassamento del Teatro Stabile del Veneto da “Teatro Nazionale” a “Teatro di rilevante interesse culturale”, in conseguenza all’attribuzione da parte della Commissione del MIBACT di punteggi che, secondo Corazzari, «lasciano letteralmente allibiti».

«La Commissione – sottolinea l’assessore – ha scelto di punire il teatro pubblico del Veneto sulla base non di numeri incontrovertibili ma di suggestioni su fatti e atti amministrativi estranei alla relazione tra Ministero romano e singolo teatro. Rilevo che nulla era stato eccepito in merito al fatto che un teatro stabile non avrebbe mai potuto seguire altre strade che non fossero quelle della logica pubblica dell’amministrazione. Ma assai più grave risulta il fatto che la Commissione non ha neppure preso in considerazione i numeri dello Stabile del Veneto – prosegue Corazzari –, largamente superiori a quelli presentati tre anni fa quando la stessa Commissione lo aveva prescelto come Teatro Nazionale. Non si tratta di una vicenda di schieramento o di partito, ma di autonomia reale, perché la dissennata scelta del Ministero fa comprendere come il Nordest e tutte le altre aree del Paese devono finalmente liberarsi dal giogo di questi dinosauri di Stato, che coi soldi pubblici pensano di poter fare e disfare come se gli italiani non avessero già scelto logiche del tutto diverse».

«Esprimo grande preoccupazione per il fatto che il declassamento possa mettere a rischio il lavoro di centinaia di maestranze – aggiunge l’assessore –. Ma sono certo che, a fronte di questa scomposta decisione della Commissione che nulla ha a che fare con la cultura e con il teatro, la reputazione del nostro Teatro Stabile sia da reperire nei numeri che lo premiano e non nelle scelte amministrative romane. Ho già chiesto una convocazione urgente del Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile per definire le azioni da intraprendere – conclude Corazzari – e mi auguro che la realtà dei fatti e dei numeri induca il futuro Governo a rivedere questa decisione».

Ph: teatrostabileveneto.it