Treviso, la Caldato: «ecco il mio programma da candidata sindaco»

La consigliera comunale di Treviso critica Manildo per il suo immobilismo su sociale e urbanistica: «con me tagli del 30% a tutta la giunta»

La consigliera comunale a Treviso Maristella Caldato è nata politicamente col Pd «e col Pd è politicamente defunta, ma visto che siamo in periodo pasquale sono pronta a risorgere con una lista civica». Sia da consigliere Dem, sia da consigliere di minoranza di fatto (anche se per una complicata questione politico-burocratica formalmente è rimasta a lungo nel gruppo di origine, è stata una delle spine nel fianco della amministrazione retta dal sindaco democratico Giovanni Manildo.

In città una delle domande che si è sentita porre più spesso riguarda proprio la sua candidatura alle comunali di maggio con la civica “Treviso unica tu con Maristella sindaco”: candidatura di ripicca? Lei sostiene il contrario: «Niente motivi personali. Il tutto è la conseguenza della completa e totale mancanza di attuazione del programma che era stato alla base della vittoria ottenuta da Pd, Sel e tre civiche che nel maggio 2013 avevano sconfitto il centrodestra». La consigliera spiega che nel gennaio di quest’anno non ha rinnovato più la tessera del Pd dal quale è definitivamente uscita. «Ragion per cui la lista assieme alla quale corro in una col suo programma è di ispirazione assolutamente civica. Anche se sul piano personale, politico ed ideale mi riconosco nella tradizione della sinistra democratica europea».

Il presidente del consiglio Franco Rosi in passato l’aveva accusata di avere rotto solo perché lei voleva la seggiola di presidente del consiglio. La Caldato ricorda che nel 2013 era stata la persona eletta ai Trecento con più preferenze e spiega: «non sono mai andata dal sindaco ad elemosinare alcun posto. Anzi, appena insediata proposi ben diciotto modifiche al bilancio che il primo cittadino portò in aula. Era quello della vecchia amministrazione del Carroccio tanto per dire. E me le bocciarono tutte. Teniamo presente che quando c’era la la Lega in giunta le mie proposte emendative avevano sempre il parere di regolarità tecnica degli uffici mentre la scelta politica veniva lasciata alla maggioranza. Con Manildo sindaco è invece sempre capitato che gli uffici stranamente non fornissero l’ok sul piano della regolarità contabile. Non so se mi spiego».

La sua candidatura «non è pensata – continua – per un uzzolo» visto che l’obiettivo é far entrare in aula una pattuglia di consiglieri lei inclusa «per portare ai Trecento le richieste dei cittadini». Mentre sul piano politico e amministrativo uno degli esempi più interessanti a cui far riferimento «è quello della città di Belluno» guidata da una civica di centrosinistra che da tempo ha divorziato dal Pd.

Venendo ai temi amministrativi, la sicurezza «non è il problema principale ma è uno dei problemi principali. La prima cosa da fare è quella di dotarsi di un comandante della polizia locale full time perché quello che c’è adesso fa anche la funzione di vicesegretario e non ha nemmeno i titoli professionali per svolgere la funzione di comandante dei vigili. Ma vi pare una cosa normale? Ed è il terzo comandante che si avvicenda in quattro anni».

In vista delle elezioni in città ha tenuto banco a lungo la querelle tra Lega e l’ex sindaco del Carroccio Gianfranco Gentilini. I media parlano di una ricomposizione degli attriti anche con la garanzia del governatore leghista Luca Zaia. Tutti a Treviso sono concordi nel dire che l’esito delle amministrative si giocherà al ballottaggio. In questo caso se al secondo turno finissero centrodestra e centrosinistra (o uno dei due col M5S), la Caldato agirebbe così: «farei un appello affinché i nostri elettori vadano comunque a votare in piena libertà di coscienza. E senza alcuna indicazione specifica per questo o quello schieramento».

Tuttavia sul piano amministrativo per lei i principali errori e mancanze addebitati all’amministrazione Manildo sono: « aver mantenuto il piano regolatore, il Pat, varato illo tempore dalla maggioranza leghista e dall’alleato del Pdl. La maggioranza di centrosinistra politicamente parlando, ha colpevolmente fatto trascorrere i cinque anni previsti dalla legge per approvare poi a marzo 2018 un Piano degli interventi molto incentrato sul cemento che è figlio di quel Pat. Molto molto meglio sarebbe stato se quel Pat la maggioranza l’avesse profondamente rivisto come hanno fatto diverse altre amministrazioni a partire da quella di Mogliano». Poi c’è un’altra critica, visto che l’ex dem parla di «assoluta mancanza di attenzione per il sociale a partire dalle famiglie, dagli anziani con assenza di adeguate politiche di sostegno economico» fino a giungere alle critiche sulle carenze in tema di esiguità dei sussidi agli asili nido, e di assistenza domiciliare e di «percorsi di integrazione scolastica».

Ma uno degli attacchi più duri è per la politica di allocazione delle risorse: «la giunta si è allegramente bevuta i 24 milioni di euro derivanti dalla vendita delle azioni della Save, la società che controlla gli aeroporti di Treviso e Venezia, più gli otto provenienti dalle dismissioni della prefettura impiegando quei danari principalmente per interventi agli impianti sportivi e tralasciando invece il bisogno primario di casa da parte dei trevigiani meno abbienti». Tanto che l’indice è puntato dritto contro il vicesindaco Roberto Grigoletto, perché sua é la delega ai servizi alla persona. Per la Caldato è lui che di fatto ha imposto al primo cittadino la sua agenda sul sociale: «e vorrei aggiungere che durante un incontro pubblico organizzato la settimana scorsa in tema di servizi alla persona proprio Grigoletto non ha spicciato una parola che fosse una. Ed era un incontro che riguardava la bellezza di cinque quartieri: San Liberale, San Paolo, San Pelajo, Santa Bona, Monigo. Sono 30mila trevigiani».

Diventasse sindaco quali delibere chiederebbe fossero approvate in consiglio? Al primissimo posto l’aula dovrebbe votare «un consulto tecnico-giuridico per valutare la revisione del piano degli interventi al fine di evitare una colata di cemento da un milione di metri cubi». Appresso va approntato un bando pubblico per la selezione di un nuovo comandante dei vigili urbani. «E in terza battuta – sostiene ancora Caldato – andrebbe modificato il bilancio di previsione che recentemente è già stato approvato dalla maggioranza in consiglio. In questo caso proporrei una priorità assoluta per la modifica della destinazione dei fondi per un piano di intervento di ammodernamento e manutenzione a favore di 150 alloggi popolari sfitti di proprietà esclusivamente municipale».

Poi c’è il versante dei risparmi. La consigliera propone non più otto assessori ma sei, sindaco incluso, a fronte di una riduzione, per tutti, degli emolumenti pari al 30%. «Si risparmierebbero 300mila euro annui. Io già nel 2014 ho ridotto il mio emolumento di consigliere comunale proprio di un terzo». E ancora Caldato punta sulla identificazione «con bando pubblico» di un nuovo direttore dei musei civici che abbia competenze scientifiche e manageriali, mentre tra le sue priorità mette anche «i gravissimi problemi di viabilità «riguardanti la Noalese e il quadrante sud dell’Ospedale. In quel caso – rincara la dose Caldato – sì che si sarebbero dovuti usare parte dei proventi delle azioni Save. Va creato un sovrapasso o un sottopasso davanti l’aerostazione. E per la spalla sud e per il nuovo Ospedale serve una revisione dell’accordo di programma con l’Ulss per risolvere il problema della viabilità mettendo sul tavolo anche fondi comunali. All’oggi però il comune ha calato le brache ottenendo dall’Ulss solo 100mila euro. Con quei soldi ci tappi solo le buche».

Per ultimo ma non da ultimo ci sono i musei civici. Per la consigliera vanno trattati come un vero bene comune: «quindi stop ad iniziative improntate al tornaconto economico come le mostre di Goldin, il quale non paga l’affitto mentre il beneficio apportato alla città non è mai stato misurato. Faccio presente che una coppia per sposarsi a Santa Caterina che è la sede di uno dei musei civici oggi paga la bellezza di circa 1500 euro solo per alcune ore».