«Teatro Stabile Veneto declassato, governo punisce modello vincente»

E’ polemica a Venezia per la decisione della Commissione consultiva per il Teatro del ministero dei Beni Culturali di “declassare” il Teatro Stabile del Veneto per il triennio 2018/20 privandolo della qualifica di “teatro nazionale” e riducendolo a “Teatro di Rilevante Interesse Culturale”. «Abbiamo chiesto – commenta in un comunicato l’assessore alla Cultura, Cristiano Corazzari (in foto) – un incontro al Ministro in carica, coinvolgeremo il Parlamento appena eletto e interloquiremo con chiunque sia disposto a entrare nel merito di questa decisione».

«Si può dequalificare un Teatro Stabile che dal 2014 al 2017 ha aumentato le produzioni del 217% (da 6 a 19), il numero di registi, attori e tecnici scritturati del 139% (da 79 a 189), le giornate recitative del 56% e che ha incrementato gli spettatori del 42%, passando da 82.686 a 117.614? – rincara Corazzari – Questa decisione è un segnale devastante perché frustra l’efficienza, la capacità di crescere, la voglia di migliorarsi, ma anche il prezioso lavoro di professionisti e artisti: può un Paese continuare in questo modo, può, invece che assumerli a modello, continuare a punire e a svilire modelli vincenti come quelli proposti dal Veneto non solo in ambito teatrale, ma anche nella sanità e nella spesa pubblica in genere? Da questa vicenda scaturisce inevitabilmente un sentimento di ribellione».

 

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