«Villa Emo in svendita? Colpa di Bankitalia»

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Pubblichiamo la nota di Leonardo Emo di Capodilista, ultimo custode della Villa Emo che la sua dinastia ha realizzato insieme al Palladio.

Domenica 25 marzo mi sono recato in visita a Villa Emo a Fanzolo, lì ho raccolto l’allarmante dichiarazione del presidente della Fondazione Villa Emo Armando Cremasco che la Villa e i comparti del Complesso Monumentale saranno messi in vendita anche a ribasso, per esigenze di bilancio imposte dalla Banca d’Italia.

Lunedì 26, mosso da questa notizia, sono andato in Comune a Vedelago per anticipare un incontro con il sindaco e l’amministrazione comunale. L’obiettivo era di informarli sulla situazione attuale, metterli a conoscenza dello studio che ho svolto in questi mesi riguardo alla tutela del Complesso e per stimolare un cambiamento della gestione economico-culturale dello stesso.

Nello stesso giorno ho fatto visita alla banca BCC Credito Cooperativo Trevigiano. Non era un incontro preventivato ma dovuto all’emergenza di questa notizia che mi ha spinto a presentarmi senza indugio con l’intenzione di parlare con il presidente Pignata che però non era in sede. Sono stato gentilmente ricevuto dal Direttore Generale e da un suo collaboratore che mi hanno smentito la notizia della vendita, ma a parer mio, non a sufficienza.

Se anche fosse corretta questa smentita il pericolo resta comunque. Si evince la scarsa competenza nella gestione della Villa che risulta incoerente. Questo non vuole essere un attacco alla banca, che in questi anni ha fatto del suo meglio nonostante le varie vicissitudini, ma una spinta verso la direzione futura.

Sollevare l’argomento Banca d’Italia potrebbe sembrare una lotta tra David e Golia, ma è necessario denunciare la sua presenza invisibile ma concreta, che con le sue decisioni occulte va in conflitto con la gestione della Villa e dell’integrità del Complesso in tutto il suo insieme.

Vanno attivati tutti i protagonisti per fare passi pragmatici nella salvaguardia di questo patrimonio: la banca proprietaria che possa sollevarsi dalle pressioni della Banca d’Italia e possa gestire consapevolmente e con profitto, le istituzioni nazionali e internazionali dai quali si possono avere seri sostegni per formalizzare queste azioni. Ho intenzione di portare avanti una denuncia articolata che coinvolga tutti gli attori di questa vicenda, compresa la Comunità Europea, richiedendo indagini formali e coinvolgimento a tutela di questo patrimonio.

Con il Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo ho avuto uno scambio in questi mesi e ho già un incontro fissato per il 24 aprile p.v. con il Segretario Generale e con la referente per il sito “Città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto” del Servizio di Coordinamento UNESCO. Il 14 marzo ero a Parigi e sono stato alla sede centrale dell’Unesco e alla sede della Delegazione Permanente d’Italia presso l’Unesco. E’ fondamentale informare la comunità veneta per renderla partecipe di un problema che li riguarda, sul futuro del loro territorio e delle future generazioni, nell’interesse di tutti.

Leonardo Emo di Capodilista
Ultimo custode della Villa che la mia dinastia ha realizzato insieme al grande Palladio

Clicca qui per leggere la replica del presidente di Bcc credito trevigiano Pietro Pignata

Ph: By Erich Schmid – Own work, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3506762

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