Fusione nucleare, Marghera bocciata: progetto a Frascati

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Sfuma il progetto di creare un polo per la ricerca sulla fusione nucleare in Veneto. Come scrive Gloria Bertasi sul Corriere del Veneto a pagina 4, l’Enea ha scartato Marghera come sede per il progetto Ddt (Divertor tokamak test) preferendogli invece la città di Frascati in Lazio. Non solo: Marghera scivola inoltre al settimo posto su nove nella graduatoria stilata dall’agenzia per lo sviluppo delle energie. I punti di maggior pregio del sito veneziano (infrastrutture, spazi, sicurezza, vicinanza a sedi universitarie, disponibilità ricettiva) non hanno infatti controbilanciato i malus (bonifiche da fare, carenza di edifici pronti, aree non ancora disponibili).

Frascati ha invece vinto per via di una dotazione di edifici superiore e per l’impegno storico nella ricerca sulla fusione. Due elementi che, si legge nella relazione della Commisione Enea, ne fanno un sito ideale per ospitare i ricercatori. Il Veneto vede così sfumare un investimento da 500 milioni di euro e ricadute sull’indotto per altri 2 miliardi. Intanto la Regione Veneto protesta piccata.

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  • don Franco di Padova

    Quando si vuol far vincere una gara a qualcuno ci sono cento collaudatissimi modi per farlo.
    Gli “edifici pronti” sono uno di questi.
    E’ impensabile che vi sia qualche sito italiano con “edifici pronti” per fare studi sulla fusione nucleare ed è altrettanto impensabile che queste ricerche ben finanziate non siano greppie irrinunciabili.
    Se poi il solito geniaccio italiano otterrà dei risultati, tutti se ne approprieranno ed il merito sarà della lungimiranza dell’investimento.

    Povera Italia e povero Veneto.

    (Comunque, il sito ideale era Padova, dove esiste già un polo di studio sulle possibilità della “fusione fredda”, le facoltà universitarie potenzialmente interessate residenti, gli spazi estensibili presso il CERN di Legnaro, la vicinanza ad assi viari di grande scorrimento ed una collocazione “baricentrica” rispetto all’area di massima produzione del reddito nazionale.
    Invece “è giusto” che il Nord paghi le tasse e che il Centro-Sud le utilizzi. Che noi dobbiamo lavorare e loro debbano “gestire”. Chi protesta è un bieco egoista, anche per i preti insulsi.)