«Padova, nuovo ospedale e cemento: Lorenzoni ha tradito»

Angrilli (Coalizione Civica) critica il vicesindaco («cerchio magico attorno a lui») e la giunta Giordani: «su centri commerciali é come il centrodestra»

«Il sì al nuovo ospedale a Padova est da parte della giunta Giordani è un tradimento del programma di Coalizione Civica. E’ una giunta che sul piano dell’ecologia sta lasciando molto a desiderare». A parlare é Alessandro Angrilli, uno degli estensori del programma ambientale della sigla che rappresenta la componente di sinistra della maggioranza del sindaco Sergio Giordani. Professore all’università di Padova in psicologia biologica e fisiologica, esponente del Comitato Difesa Alberi e Territorio e anima critica all’interno della stessa Coalizione, le sue dichiarazioni arrivano a poche ore dall’assemblea del movimento che si tiene questa sera alla Fornace Carotta: una riunione dedicata proprio al nuovo nosocomio, a pochi giorni dal consiglio comunale di lunedì 9 aprile in cui i consiglieri saranno chiamati a confermare o meno l’ok al progetto voluto da Università e Regione Veneto. Un piano prima osteggiato dal centrosinistra e poi, mantendendo in qualche modo l’attuale sede di via Giustiniani, accettato.

Per Angrilli il via libera «tradisce quanto era stato concordato nel programma grazie al quale il centrosinistra aveva battuto l’ex sindaco leghista Massimo Bitonci». E spiega che nel 2016, quando lui e il suo comitato si avvicinarono a Coalizione, fu subito messo nero su bianco come «noi non fossimo interessati ad alcuna spartizione delle poltrone né che fossimo interessati ad entrare in giunta, ma che avremmo fatto da garanti al programma visto che la parte che riguarda il verde è principalmente opera nostra».

«Abbiamo sostenuto Lorenzoni (il candidato sindaco di Coalizione diventato vicesindaco, ndr)», continua il professore, «poiché ritenevamo che la politica seguita dalla precedente amministrazione leghista in tema di verde fosse fallimentare. Purtroppo nel volgere di poco tempo mi sono reso conto, sia da alcune affermazioni dell’assessore all’ecologia Chiara Gallani, sia da alcune affermazioni di Lorenzoni, che il programma, per noi importantissimo, altro non era che una sorta di strumento di marketing elettorale». E cita un esempio: «a più riprese Lorenzoni, oggi assessore all’urbanistica, nell’ambito della discussione sul rifacimento del vecchio ospedale, sparandola grossa disse che avrebbe ben visto un parking all’ex Macello di via Cornaro non sapendo della tutela imposta dalla Soprintendenza su quell’area».

Poi un’altra staffilata: «non capisco questa insistenza del sindaco e del suo vice sul progetto del tram quando ormai è acclarato che i bus elettrici, soprattutto in una realtà come Padova, costano meno e sono più funzionali alle esigenze dell’utenza. Per non parlare dell’attuale parco circolante di bus a gasolio, un centinaio su duecento, che gira per Padova da quando il trasporto pubblico cittadino è finito in mano al Bus Italia ovvero al Gruppo Fs. Si tratta di vetture quelle diesel, spesso vecchi catorci, che inquinano dio solo sa quanto. E tutto è documentato. Onestamente – prosegue Angrilli – anche dall’assessore all’ambiente mi sarei aspettato un minimo di alfabetizzazione in più sui temi ambientali visti i corsi di Rete verde che la Gallani sostiene di avere frequentato. Si consideri poi che ai tempi della giunta retta dal leghista Massimo Bitonci furono abbattuti moltissimi grandi alberi. A Giordani abbiamo chiesto quindi una rotazione radicale dei funzionari del settore verde, anche per evitare sacche di resistenza verso una politica più green. Quello è un settore – spiega il professore – in cui avevamo notato che molti incarichi per la valutazione dello stato delle piante venivano affidati ad personam e non con selezioni trasparenti, aperte de facto a tutti. Da mesi chiediamo un bando per le perizie in modo che queste siano scientificamente valide. Purtroppo quella rotazione non c’è stata».

Tutto questo ha già portato ad un distacco: «pur facendo parte di Coalizione civica abbiamo abbandonato il tavolo della discussione quando abbiamo capito che il programma era stato disatteso e che le promesse elettorali non erano state mantenute. In Coalizione civica è maturata una spaccatura evidente. Da una parte c’è il direttivo, il cerchio magico, ovvero l’ala governista riferibile al vicesindaco. E poi c’è una parte più critica, ancorché eterogenea, che sta ricordando a Lorenzoni e agli altri che il programma non viene rispettato. Di questa galassia fa parte anche il consigliere comunale Daniela Ruffini che cerca comunque di tenere in piedi la baracca».

In questa dinamica dialettica, rimarca Angrilli, «il cerchio magico cerca di pilotare le scelte di tutta Coalizione a proprio favore». Basti ricordare il sì al progetto di Leroy Merlin che è passato con soli otto voti favorevoli e che sta scatenando una serie di critiche infinite come quelle della stessa Ruffini nonché a quelle di Ernica Guzzonato. «Spesso e volentieri – aggiunge – l’assemblea di Coalizione delibera in una determinata maniera, non condivisa dall’ala governista e poi quelle decisioni fatte uscire dalla porta principale vengono riproposte facendole passare dalla finestra». Sull’ospedale «c’è stata una forzatura – ribadisce Angrilli – poiché c’erano dei progetti alternativi validi. Il sindaco su quel no iniziale ci ha vinto le elezioni. Lo stesso capitò a Bitonci. Segno che a Padova ci sono forze nascoste che sostengono la cura del cemento e che sono in grado di esercitare pressioni eccezionali su chiunque». Considerazione finale: «sui centri commerciali questa maggioranza e la precedente fanno più o meno le stesse cose».

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