Profughi sfruttati, ex prefetto Venezia: «querelo l’imprenditore»

L’ex Prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, ora Commissario straordinario antiracket del governo, commenta l’ultima puntata della video-inchiesta di Fanpage.it “Bloody Money”. Come scrive Carlo Mion su La Nuova Venezia, Cuttaia, che ha gestito l’emergenza profughi fino al 2016, è stato tirato in ballo da Stefano Fuso, imprenditore trevigiano, che per conto della cooperativa Solaris nel 2015, gestiva un gruppo di profughi a Eraclea. Nel video di Fanpage, Fuso viene ripreso di nascosto mentre parla del business dell’accoglienza dei profughi e racconta di aver parlato al prefetto di un problema di prostituzione nel campo.

«Dice una marea di sciocchezze. Il nostro operato è stato trasparente fin dall’arrivo del primo profugo in quegli appartamenti turistici», replica Cuttaia che ora minaccia un azione legale nei confronti di Fuso. «Io con quel signore manco ci ho parlato. L’ho visto una volta, forse due, i rapporti li tenevo e come me i miei collaboratori, esclusivamente con i rappresentanti della cooperativa Solaris – precisa l’ex prefetto – Non c’è stata nessuna accondiscendenza nei confronti di quella cooperativa. Le sanzioni che abbiamo comminato perché non rispettava i canoni previsti dalla gara d’appalto, testimoniano il nostro impegno e il rispetto delle regole. Non abbiamo fatto sconti a nessuno».

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