Se Scalfari spara balle, tutto va ben madama La Repubblica

Odifreddi silurato per aver osato criticare la falsa intervista del Fondatore a Papa Francesco. L’Ordine dei giornalisti dorme?

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Chi pensava di averle viste tutte, deve ricredersi: la cacciata dal quotidiano La Repubblica di Piergiorgio Odifreddi – reo d’aver fatto presente che il fondatore della testata, Eugenio Scalfari, ha confezionato una clamorosa fake news quando, pochi giorni fa, aveva messo in bocca a Papa Francesco la negazione dell’esistenza dell’inferno – supera ogni immaginazione. Sì, perché un quotidiano laico e contro (almeno a parole) le bufale, che defenestra un ateo colpevole di aver rimarcato il confezionamento d’una intervista clerical-bufalara (la Santa Sede stessa ha precisato che il Papa aveva incontrato Scalfari «senza però rilasciargli alcuna intervista») da parte di quel giornale, è una cosa mai vista.

In un mondo normale, infatti, Odifreddi non avrebbe potuto neppure prendersela con la fake news di Scalfari dal momento che sarebbe stata Repubblica stessa, il giorno dopo, a scusarsi pubblicamente coi suoi lettori. Questo però un mondo normale, ripetiamo. In quello reale, invece, capita che se alzi il ditino per ricordare al quotidiano per cui scrivi che non si può avversare le bufale e poi piazzarle in prima pagina, quel ditino ti venga amorevolmente tranciato. Dunque delle due l’una: o Repubblica è davvero una testata fake news free, oppure no. O le bugie non sono ammesse, oppure non è che se a scriverle è l’ultranovantenne fondatore allora va tutto bene. Occorre intendersi, insomma.

Perché la cacciata di Odifreddi ha oggettivamente del clamoroso, per quanto si trattasse di un collaboratore del giornale. Non solo perché il matematico scriveva per Repubblica da una quindicina di anni, ma perché il messaggio che passa è una sostanziale legittimazione di mentire. Di presentare confuse memorie di colloqui privati come interviste. Di confezionare scoop ai limiti della realtà – un Papa che negasse l’Inferno sarebbe credibile come un animalista vegano col posto fisso al McDonald -, senza che poi nessuno obietti nulla. A proposito: all’Ordine del giornalisti non hanno nulla da dire su quest’assurda vicenda? Dormono?

Nel frattempo, non si può non solidarizzare con Piergiorgio Odifreddi che, per quanto a uno possa stare sulle scatole, è rimasto vittima di un siluramento che in qualsiasi altro caso avrebbe fatto infinite volte più rumore. Invece, se ad eseguirlo alla luce del sole è il giornalone del progressismo italico, allora va tutto ben madama la marchesa. Un precedente, questo, che dunque è bene segnarsi nella mente. Così la prossima volta che Repubblica moraleggerà sull’importanza del giornalismo serio e responsabile, innamorato dei fatti prima che delle opinioni – e lo farà di nuovo presto, potete scommetterci – si potrà assieme contare fino a tre, prima di scompisciarsi tutti quanti dalle risate.

(ph: blog.uaar.it)

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  • Paolo Maria Ciriani

    Tanto vale per tutti i giornalisti (sinistrorsi a priori) che hanno sempre magnificato la libertà di parola di questo giornale, irridendo invece (per un presunto motivo contrario) le testate dei media berlusconiani !!!