Aborto, manifesto choc rimosso. ProVita: «verità provoca isterismo»

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Il cartellone delle polemiche di ProVita contro l’aborto è stato rimosso questa mattina. Da quanto scrive Repubblica, il Dipartimento Sviluppo Economico del Campidoglio, aveva avviato indagini sul maxi-manifesto, allertando anche la polizia locale sul caso. Dal Comune invece hanno precisato che all’associazione era «già stata interdetta in passato l’affissione di simili manifesti, perché in contrasto con le prescrizioni previste al comma 2 dell’art. 12 bis del Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale, che vieta espressamente esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali».

L’associazione ha replicato sul suo sito. «Il maxi manifesto di ProVita sull’aborto sta scuotendo le coscienze e per questo dà fastidio. La forza di questo bambino di 11 settimane fa male e vogliono nasconderlo. La verità fa male e a volte rende isterici. E’ emersa tutta l’aggressività di un mondo “politicamente corretto” permeato di dogmatismi che non esitano a scagliarsi contro delle semplici enunciazioni di dati scientifici, un modo di pensare che è l’essenza della dittatura del politicamente corretto, una dittatura che ha nei suoi sostenitori persone convinte di essere per definizione dalla parte giusta e quindi aggressivamente ostili ad altri modi di pensare. La battaglia di ProVita è quindi oggi la battaglia di tutti i liberi pensatori, cambiando a piacere l’argomento le dinamiche restano le stesse: è libero pensiero contro dogmatismo oscurantista».

 

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  • don Franco di Padova

    Posso solo ripetere parte del testo:

    “La forza di questo bambino di 11 settimane fa male e vogliono nasconderlo. La verità fa male e a volte rende isterici. E’ emersa tutta l’aggressività di un mondo “politicamente corretto” permeato di dogmatismi che non esitano a scagliarsi contro delle semplici enunciazioni di dati scientifici, un modo di pensare che è l’essenza della dittatura del politicamente corretto, una dittatura che ha nei suoi sostenitori persone convinte di essere per definizione dalla parte giusta e quindi aggressivamente ostili ad altri modi di pensare. La battaglia di ProVita è quindi oggi la battaglia di tutti i liberi pensatori, cambiando a piacere l’argomento le dinamiche restano le stesse: è libero pensiero contro dogmatismo oscurantista.”.

    Viviamo una nuova dittatura, garantita dall’ignoranza e dalle menzogne, anziché dalle armi.
    Resta però una dittatura vera, una dittatura da combattere.