«BpVi e Vb, Intesa ci ha guadagnato: ora aiuti risparmiatori»

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Il consigliere regionale di Siamo Veneto, Antonio Guadagnini, lancia una nuova proposta di ristoro per i risparmiatori colpiti dal crac delle ex popolari venete. «Le due popolari avevano 55 miliardi di raccolta complessiva fino al 2015, ne hanno perso il 44% tra fine 2015 e inizio 2017 – argomenta in una nota -. Restano circa 30 miliardi, effettivamente dichiarati da Intesa a giugno. Banca Intesa si tiene la raccolta (30 miliardi) e gli impieghi in bonis (25 miliardi dichiarati a giugno 2017). Intesa denuncia uno sbilancio di 6,4 miliardi lordi: 5 derivanti dal rapporto raccolta/impieghi più 1,4 miliardi di altre passività, coperti da garanzia dello Stato, che si impegna a liquidare entro il 2021». Lo Stato, continua Guadagnini, dà invece a Intesa «3,5 miliardi cash per salvaguardare i ratios patrimoniali, 1,3 miliardi cash per il personale (Intesa prepensiona 3/4 dei suoi) e 6,4 miliardi di copertura dello sbilancio tra attivo e passivo». Il consigliere calcola che Intesa può avere un guadagno di 400-500 milioni l’anno, al lordo dei 150 milioni in tasse.

«Io propongo –  conclude Guadagnini – di usare questi soldi nei prossimi anni per rimborsare gli ex soci con criteri che devono essere definiti, ad esempio, tenendo conto del prezzo di acquisto e di quanto effettivamente perso. E anche per finanziare piani di ristrutturazione dei debiti di famiglie e imprese che mostrano di avere concrete possibilità di recupero, mi riferisco in particolare ai cosiddetti Utp (incagli). Credo sia doveroso trovare una soluzione concreta per evitare la catastrofe che il fallimento delle due popolari sta già producendo nel territorio veneto. Faccio un appello affinché Governo, Intesa e Regione aprano un tavolo».

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