Manildo: «Treviso non passerà al lato oscuro della Forza»

Il sindaco uscente di centrosinistra: «io renziano fuori tempo massimo? L’ottimismo é essenziale». E su Cassamarca: «inopportuno Gobbo in cda, torni ad essere di tutti»

Giovanni Manildo dopo cinque anni da sindaco Pd di Treviso ci riprova all’insegna del più convinto, rivendicato, addirittura teorizzato ottimismo. E’ così ottimista, che la sua campagna elettorale avrà come gadget-simbolo la maglietta con quello di Superman, opportunamente rivisitato con la M della sua iniziale. SuperMan(ildo), insomma, tenta il bis, nonostante lo schieramento compatto di un agguerrito centrodestra riunificato dopo l’accordo fra la Lega e l’indomito Giancarlo Gentilini, che si vedrà quanto filerà dritto dietro il candidato della coalizione Mario Conte, suo ex pupillo. A provare a fare da terzi scomodi, i grillini con Domenico Losappio, in attesa di sapere chi sarà il candidato sindaco di Coalizione Civica, la sigla che raduna l’area di sinistra che ha rotto con Manildo.

Signor sindaco, fra ordinanza anti-alcol e “daspo urbano” di 48 ore in alcune zone della città, è chiara l’intenzione di intercettare il voto moderato che vuole essere rassicurato nella percezione della sicurezza. Ma, parlando in vista delle elezioni, non corre il rischio di inseguire il centrodestra su un tema su cui specie la Lega, ma anche con Forza Italia con De Checchi, può permettersi parole d’ordine più dure e quindi, almeno sul piano della propaganda, più efficaci?
Potrà sembrare strano, ma considero questi degli strumenti reali, e non per giocare sulla percezione dei cittadini. La mia é una visione civica, cioé ha come fine rispondere alle loro esigenze concrete, con la diligenza che contraddistingue il buon padre di famiglia. Sono strumenti per risolvere problemi concreti. Vede, l’unico vincolo per un amministratore é l’obbligo di motivazione. L’ordinanza anti-alcol come il Daspo urbano rispondono ad esigenze che fin dall’inizio hanno posto i cittadini.

Lei parla di visione “civica”. Tuttavia non nasconde, come invece fanno solitamente tutti gli amministratori per passare più da civici che da uomini di partito, il simbolo del suo, il Pd. Ha scelto di lanciare la sua campagna, domenica prossima, con una Leopolda trevigiana, Officine Treviso, che a qualche maligno potrebbe sembrare un attacco di renzismo fuori tempo massimo. Perché crede vincente una strategia comunicativa fondata sul radunare imprenditori di smart city e start up, dopo un voto alle politiche che è stato, diciamo così, un segnale di rifiuto verso la retorica renziana dell’ottimismo?
Questa é una domanda, glielo dico da avvocato, che in gergo si chiama “suggestiva”. Non é così. Le Officine di domenica 8 aprile saranno il luogo dove persone che hanno risposto all’appello lanciato con gli “orti urbani” – c’é stato chi ha anche ironizzato, ma lasciamo stare – si metteranno in gioco, seguendo il motto di San Francesco “cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile”.

Come?
Ognuno deve impegnarsi per il territorio, com’è stato nel 2013. Ora é il momento di mettersi in gioco ancora. Servono persone nuove ed energie nuove. Ci saranno 380 persone in 14 tavoli tematici. E saranno presenti come persone, non come liste. Ne uscirà un programma dal basso che sarà un unicum, pensato non solo per vincere, ma per governare bene. Fare il punto della città su diversi temi sarà il primo. Il secondo vedrà i moderatori aperti alla partecipazione che faranno la “maieutica”, ho invitato anche le associazioni con le loro proposte. Il terzo momento sarà la plenaria col mio discorso finale. E poi, naturalmente, un aperitivo finale.

Sì tutto bello ma del simbolo del Pd, che mi dice?
E’ il partito committente di quella campagna. I partiti devono essere il luogo del diritto alla partecipazione, come prevede la Costituzione. E’ negativa l’appartenenza ad un partito quando sei eterodiretto e quando non ti cali nel caso concreto. A me è piaciuta l’identificazione del Pd con me, per rilanciarsi.

L’ha scelto lei come consulente Andrea Altinier, che è stato per anni nello staff di comunicazione di Zaia?
Sì. E le dirò che prima che professionalmente, ho grande stima in lui umanamente. Il pregiudizio é una grande forma di superbia.

Lei fino all’anno scorso è stato più volte critico con il perdurare a capo di Cassamarca dell’eterno Dino De Poli e verso le sue scelte. Suo successore designato, a quanto pare, sarà il leghista Gobbo. Se ridiventerà sindaco, crede che Gobbo, scelto da De Poli e che difende De Poli, porterà una ventata di cambiamento?
Cassamarca é, anzi era il salvadanaio della comunità trevigiana. Continuo a criticare De Poli per essersi occupato troppo di immobili, come con quell’operazione sbagliatissima che è stata l’Appiani, anche se la fondazione ha supplito alle mancanze del Comune sulla cultura nei vent’anni di Gentilini e Gobbo. Di De Poli ho detto che ad un certo punto anche Del Piero ha lasciato. A 89 anni é tristissimo che non molli.

D’accordo, ma come vede il futuro targato Gobbo?
La fondazione non cambia per una persona. Detto che Gobbo lo stimo, l’inopportunità di Gobbo nel cda si deve al fatto che Cassamarca dev’essere un’istituzione di tutti, e non di una parte. Mi piacerebbe che la modalità di gestione fosse aperta a tutte le forze vive della città. C’è stato anche un problema di simpatia fra la fondazione e la città. Credo che ci sarà bisogno di un restyling di questo rapporto, e che dopo l’abdicazione del grande Dino ci dovrebbe essere una persona che vuole un’apertura. Come sul teatro, ad esempio, che dev’essere un bene di tutti.

Quarto lotto della tangenziale. Nel suo “Alfabeto” di proposte per la futura amministrazione, Italia Nostra ribadisce il suo no secco. Il vicesindaco Grigoletto e il capogruppo Pd Tonella sostengono però che l’associazione ambientalista “sfonda una porta aperta” con la sua amministrazione. E difatti lei ha scritto una lettera in cui chiede a Zaia di tirare fuori i soldi, che secondo il segretario veneto leghista Da Re la Regione non ha. Di più: l’assessore allo sviluppo Camolei ritiene l’opera «necessaria e fondamentale per il quartiere di San Giuseppe». Sembra che qui ci sia una porta chiusa a doppia mandata. Lei si astenne sul 4 lotto nel 2010 ed ora pensa che tre km tra due supermercati siano essenziali. Perché ha cambiato idea e difende così il quarto lotto?
Il mio referente non é mica Italia Nostra. Abbiamo fatto fare due perizie, la prima ad uno studio di Milano, in cui la domanda era: é utile? La risposta é stata: sì, é utile. La seconda sul tracciato, per individuarne uno meno impattante possibile. Abbiamo trovato anche l’accordo col Comune di Paese, e abbiamo chiuso così la Conferenza dei Servizi. C’é una delibera, non é che ora posso dire “scusate, scherzavamo”. Considero la diversità di opinioni legittima, anzi sacrosanta. Ma un amministratore ha il dovere di scegliere la migliore fra diverse opzioni, e io ho fatto fare un’istruttoria tecnica.

Quindi chi é contrario non è tecnico ma ideologico?
Pensano che questo tracciato non decongetionerà il traffico, che é inutile? Ho chiesto approfondimenti tecnici, coi dati, e ora la palla passa alla Regione. Ma io ho trovato risposte che superano le loro domande. Scarpa (di Italia Nostra, ndr) é libero di esprimere le sue idee, ci mancherebbe.

La sua coalizione, fatta dal Pd e da tre civiche (la sua, Impegno Civile di Franco Rosi e Treviso è di Camolei), correrà senza l’appoggio della sinistra di Coalizione Civica. Ci sono stati punti di disaccordo, come sul Daspo o sul Piano Interventi, e scazzi pubblici anche pesanti specie con Chaibi, ma molti anche i punti d’accordo, dal registro unioni civili al sistema Sprar, al recupero dell’ex caserma Piave. E’ una precisa scelta elettorale per cercare di contendere i consensi al centro a Conte, sapendo che, essendosi questi riunito con Gentilini, ha il vento in poppa ma ha virato più a destra? Insomma lei sa di partire sfavorito e quindi tenta il tutto per tutto giocandosela al centro, e trovando quindi conveniente abbandonare al loro destino i compagni Chaibi, Calesso e Scarpa?
Lei come risponderebbe a questa domanda?

Abbia pazienza: a rispondere dev’essere lei.
Arriveremo ad una quinta lista. Comunque, ad un certo punto si fanno le cose di cui si è convinti. Coalizione Civica ha avuto posizioni progressive di allontanamento rispetto alla nostra azione. Ci sono persone che hanno espresso opinioni ed è giusto che le vivano pienamente. Se ci fosse un piano utilitaristico da parte mia, sarei un demiurgo.

Può dirmi quali sono le posizioni in cui la sinistra trevigiana si è allontanata dalla sua amministrazione? Mi fa l’elenco preciso?
Non c’è bisogno di elencarle, le sapete, su. E’ importante mettere le persone al centro, con la concretezza che c’è in famiglia. Io non devo rincorrere nessuno, non devo dire “ti prego, torna”. Ci sarà una sinistra che mi appoggia, una lista a sinistra del Pd. In cui non si sentirà la mancanza dei no a prescindere.

Ma la reunion fra la Lega e Gentilini la favorirà o sfavorirà, secondo lei?
Umanamente a Gentilini ghe vojo ben, é alpino come me, ha l’età di mio padre. Non riesco a capire se strategicamente può essere meglio per loro nei miei confronti. Ma volevo tornare sul punto dell’ottimismo.

Prego.
E’ una condizione imprescindibile, perchè la cosa più pericolosa è la mancanza di fiducia. Penso soprattutto ai giovani, che si trovano un muro davanti. Certo, l’ottimismo facile, da soap opera, quello mi dà un grande fastidio.

Quello di Matteo Renzi? Il segretario del suo partito in questi anni non ha ecceduto in ottimismo obbligatorio da soap opera, come lo chiama lei?
Non so in cosa Renzi abbia ecceduto. Capita nella vita che ci sia chi riceva sproporzionatamente rispetto ai propri meriti, e sproporzionatamente rispetto ai propri demeriti. Questo é Renzi, che è stato trattato come un semi-dio, ma che ha anche pagato in modo sproporzionato rispetto ai suoi demeriti.

Mi sta dicendo che il risultato disastroso del Pd alle politiche è stato ingiusto?
Il Pd ha chiaramente perso. Ma chi ha vinto deve assumersi la responsabilità di governare. Per questo faccio politica: sono padre di tre figli, voglio che questo sia un posto migliore per loro. Abbiamo il dovere di andare avanti, senza paura di perdere.

Lei ha paura di perdere le elezioni a Treviso?
Se uno ha paura di perdere, non si mette in gioco, no? L’ottimismo è essenziale. Altrimenti si entra nel Lato Oscuro della Forza, ha presente no? Quando Anakin perde fiducia e rischia di convertirsi…

Sì, ho presente. Senta, per concludere: qual è stato l’errore di cui si pente di più?
Ho sbagliato ma sempre nella direzione giusta.

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