Veneto Banca, processo a Treviso: ecco le motivazioni

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Il gup di Roma ha pubblicato le motivazioni della sentenza con cui ha rispedito a Treviso il processo il processo sul crac di Veneto Banca. Come scrive il Corriere del Veneto a pagina 15, la decisione ha azzerato di fatto il processo costringendo il tribunale della Marca a chiedere un nuovo rinvio a giudizio per gli ex vertici, Vincenzo Consoli in testa. Il rischio è la prescrizione. Secondo il giudice romano l’ostacolo ai controlli di Bankitalia sarebbe avvenuto attraverso delle false comunicazioni fornite dall’istituto partite dalla sede di Montebelluna.

Secondo le motivazioni, il reato di ostacolo alla Vigilanza è stato commesso nell’istante in cui funzionari di Veneto Banca hanno inviato a Bankitalia le e-mail con le false comunicazioni, e non quando gli ispettori romani le hanno ricevute. La decisione di spostare il processo sulla base della competenza territoriale, sarebbe dunque legittima. Lo stesso ragionamento secondo il gup di Roma, vale anche per l’aggiotaggio: le assemblee per l’approvazione dei bilanci incriminati del 2012 e del 2013 si sono infatti tenute a Volpago del Montello mentre i relativi comunicati stampa sono stati diramati dalla sede di Montebelluna.

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