Mestre, blitz dei centri sociali in fabbrica Leonardo contro Turchia

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Questa mattina alcune decine di persone dei centri sociali hanno fatto irruzione nella fabbrica Leonardo Finmeccanica di Mestre. L’azione si è conclusa dopo 30 minuti, senza che ci fossero feriti. Gli attivisti hanno rotto le recinzioni e lasciato striscioni e scritte. Ad organizzare il blitz sono stati i centri sociali del Nord-Est e l’Associazione YaBasta Edi Bese.

«In solidarietà al popolo curdo di Afrin – scrivono i manifestanti in una nota su Facebook – che sta combattendo gli jiadisti dell’Isis e che resiste all’attacco turco di Erdogan, hanno tagliato le reti della fabbrica Leonardo di Mestre e hanno sanzionato gli uffici con il colore rosso che rappresenta il sangue che sporca le mani del leader turco e di tutta Europa che ha stanziato alla Turchia miliardi di euro per gestire il flusso migratorio. Questi soldi sono stati investiti per massacrare il popolo curdo attraverso l’operazione “ramoscello d’ulivo” e la fabbrica di morte Leonardo si è resa complice fabbricando gli aereo mobili usati per l’attacco ad Afrin».

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