Sesso con minore, ma lei ci stava: profugo assolto

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Il pubblico ministero di Vicenza aveva chiesto 3 anni e 9 mesi di reclusione per Moussa Begno, 31 anni, in Italia dal 2006 e originario del Niger, dove faceva il falegname. Il 10 maggio del 2017 secondo l’accusa si era consumato uno stupro ai danni di una ragazza originaria del Ghana che all’epoca aveva 14 anni. In Italia dai 14 ai 15 anni è stabilito il consenso per i rapporti sessuali, a meno che non si tratti di qualcuno che ha rapporti di parentela o che eserciti condiscendenza sul minore. Come scrive Diego Neri sul Giornale di Vicenza a pagina 17, la ragazza aveva dichiarato di essere stata violentata da Begno, ma aveva rilasciato versioni contraddittorie.

«Era la mia fidanzata – ha invece sostenuto il profugo, fin dal primo interrogatorio-.È molto sviluppata, credevo avesse 20 anni». Secondo Begno il rapporto sessuale si è consumato al terzo incontro con la ragazza e  non al primo. Lei inoltre era consapevole di quello che stava accadendo tra loro e consenziente riguardo il sesso. In attesa del processo però, non era stato disposto il fermo del migrante, ma la prigione sì e Bengo è rimasto in cella 6 mesi. Ieri il giudice ha accolto la difesa presentata dall’avvocato Chiara Bellini secondo cui la ragazzina si sarebbe inventata la storia dello stupro per giustificare ai genitori, con cui non ha un buon rapporto, la sua assenza da scuola. Begno è stato quindi assolto perché il fatto non sussiste. «Sono felice, potrò riavere il permesso – ha detto il ragazzo del Niger appena tornato libero -. Potrò trovarmi un lavoro, ho già varie offerte. Devo dire grazie alla Caritas di contra’ Torretti che mi ha creduto e che mi ha accolto».

 

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