Siria, attacco chimico fa strage di civili: Assad nega tutto

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Sarebbero almeno 40 le vittime di un attacco chimico a Douma, roccaforte dei ribelli siriani nella Ghouta orientale, alle porte di Damasco. I servizi di emergenza e assistenza medica puntano il dito contro il governo di Bashar Al Assad, che respinge però le accuse. I “Caschi Bianchi”, gruppo di soccorritori che opera nelle aree controllate dall’opposizione, hanno reso noto che la maggior parte delle vittime sono donne e bambini: intere famiglie sterminate dal gas nelle loro case e nei rifugi. L’Osservatorio siriano per i diritti umani parla di 80 vittime, mentre un’altra organizzazione fissa il bilancio a 150 morti. Un medico volontario ha dichiarato all’emittente al-Jazeera: «Al momento stiamo affrontando più di mille casi di persone che hanno difficoltà a respirare dopo che una bomba al cloro è stata sganciata sulla città e il numero di morti probabilmente salirà ancora».

Sul piano della politica internazionale, gli Usa hanno chiesto alla Russia di abbandonare Assad, ma Mosca ha replicato negando che a Douma siano state usate armi chimiche. La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, ha scritto su Twitter che il Cremlino «ha violato i suoi impegni verso le Nazioni Unite ed è responsabile di questi brutali attacchi. Chiediamo alla Russia di porre fine a questo sostegno assoluto e di collaborare con la comunità internazionale per prevenire ulteriori attacchi chimici». Il generale Yuri Yevtushenko, capo del Centro russo per la riconciliazione siriana ha respinto seccamente le accuse: «neghiamo fermamente queste informazioni».

Fonte: Repubblica
(Ph. Halil el-Abdullah/AA/Picture Alliance)

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  • don Franco di Padova

    Siamo abituati a questo spettacolino.
    Gli Stati Uniti hanno scatenato una guerra disastrosa in Iraq perché Saddam “aveva le armi di distruzione di massa” e per punizione lo hanno ammazzato come un cane.
    Poi le armi in questione non c’erano. Si sono piantati in pianta quasi stabile nel paese corroso dalla guerra, guerriglia, bande varie ed integralismi, con migliaia di morti e sofferenze per tutti.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/04/07/quindici-anni-dopo-la-caduta-di-saddam-iraq-insanguinato-e-diviso_2f98385d-b96e-4fe7-97a3-7290a3f91ce4.html

    Poi, hanno inventato il problema Gheddafi.
    Bombardamenti, aizzato le forze avverse, ucciso come un cane. Alla fine, ci hanno lasciato una Libia destabilizzata, in mano ad un esercito di bande e di banditi, ma il problema non è loro.
    Il petrolio, come in Iraq, e sotto controllo e questo è quanto basta.
    In Siria hanno già tentato la carta degli attacchi chimici, sempre ad ospedali (fa molto effetto sull’opinione pubblica ma qualcuno mi spieghi quale vantaggio militare determinerebbe), notizie poi risultate false ed abbandonate non prima d’aver pesantemente bombardato “per rappresaglia” una base aerea siro-russa, con ingenti danni umani e materiali.
    I loro alleati, si accodano. L’Italia è sempre presente con forze simboliche per far vedere che è un “alleato affidabile”, senza troppo compromettersi, evitando però di fare qualsiasi considerazione, fosse anche solo postuma, cioè a fatti evidenti.
    Il Regno Unito ha inventato l’avvelenamento di ex spie russe “con gas nervini”, perché il cianuro è fuori moda (troppo semplice) e perché così si è sollevato tutto il mondo ipocrita occidentale, cui si è regolarmente accodata l’Italia.
    Ora le ex spie non sembrano morte e, comunque, non c’entrerebbero i gas nervini.
    Resta un attacco diplomatico senza precedenti alla Russia, sconosciuto anche ai tempi della guerra fredda.
    Il quadro si completa (per ora) con le manovre Nato in Lituania, come dire nell’orto di casa russo.
    Immaginate la reazione dei pacifici USA se i russi facessero manovre in Messico: tuonerebbero con dispiegamenti di missili ed allarmi Defcon 2. I russi, invece, devono tacere, altrimenti sarebbero guerrafondai. In compenso gli USA tacciono sugli spiegamenti missilistici in Ucraina e in Moldavia.
    Un così poderoso accerchiamento della seconda potenza militare mondiale non è assolutamente giustificato e costringe la stessa Russia a reazioni ed investimenti militari, con conseguente innalzamento dei livelli di rischio della pace mondiale.
    In altre parole, da tempo gli USA lavorano per attentare alla pace.
    (e noi li seguiamo come pecore da macellare).