Siria, attacco chimico fa strage di civili: Assad nega tutto

Sarebbero almeno 40 le vittime di un attacco chimico a Douma, roccaforte dei ribelli siriani nella Ghouta orientale, alle porte di Damasco. I servizi di emergenza e assistenza medica puntano il dito contro il governo di Bashar Al Assad, che respinge però le accuse. I “Caschi Bianchi”, gruppo di soccorritori che opera nelle aree controllate dall’opposizione, hanno reso noto che la maggior parte delle vittime sono donne e bambini: intere famiglie sterminate dal gas nelle loro case e nei rifugi. L’Osservatorio siriano per i diritti umani parla di 80 vittime, mentre un’altra organizzazione fissa il bilancio a 150 morti. Un medico volontario ha dichiarato all’emittente al-Jazeera: «Al momento stiamo affrontando più di mille casi di persone che hanno difficoltà a respirare dopo che una bomba al cloro è stata sganciata sulla città e il numero di morti probabilmente salirà ancora».

Sul piano della politica internazionale, gli Usa hanno chiesto alla Russia di abbandonare Assad, ma Mosca ha replicato negando che a Douma siano state usate armi chimiche. La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, ha scritto su Twitter che il Cremlino «ha violato i suoi impegni verso le Nazioni Unite ed è responsabile di questi brutali attacchi. Chiediamo alla Russia di porre fine a questo sostegno assoluto e di collaborare con la comunità internazionale per prevenire ulteriori attacchi chimici». Il generale Yuri Yevtushenko, capo del Centro russo per la riconciliazione siriana ha respinto seccamente le accuse: «neghiamo fermamente queste informazioni».

Fonte: Repubblica
(Ph. Halil el-Abdullah/AA/Picture Alliance)

Tags:

Leggi anche questo