«Enego 2000, vogliono chiudere definitivamente impianti»

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«Temiamo che la chiusura degli impianti di Enego 2000, che quest’anno non hanno nemmeno aperto i battenti nonostante le buone nevicate già ad inizio stagione, diventerà definitiva». Così in un articolo di Gerardo Rigoni sul Giornale di Vicenza a pagina 18, la società Val Maron srl esprime la propria preoccupazione sulle intenzioni dell’amministrazione comunale di Enego sull’ammodernamento degli impianti sciistici in Val Maron. «Negli ultimi vent’anni – spiega Maurizio Bizzotto, socio di maggioranza della società impiantistica – gli impianti di risalita sull’Altopiano sono passati da 72 a 28. Alcuni per mancanza di possibilità di sviluppo, altri per l’impossibilità di ammodernarsi. Noi non vorremmo questo per Enego 2000, ma senza avere la certezza di un futuro ammodernamento non si può nemmeno pretendere che continuiamo ad investire».

Bizzotto ricorda che una lettera di sollecito fu inviata a giugno dell’anno scorso ma senza ricevere una risposta. «Sono passati quasi quattro mesi dalla firma della convenzione per il finanziamento del progetto di ammodernamento della stazione sciistica Val Maron, eppure ancora oggi non si sa alcunché sulla presentazione di studi di fattibilità o di avvio di progettazioni – aggiunge – . Sono queste però le condizioni perché si possano riprendere le contrattazioni per una futura riapertura degli impianti sciistici eneghesi, altrimenti non se ne fa nulla». per il rifacimento degli impianti la Regione Veneto ha attribuito 4,9 milioni di euro di finanziamento provenienti dai fondi di confine. Dal canto suo il sindaco di Enego Fosco Cappellari respinge le accuse: «l’iter è lungo – conclude Cappellari – e secondo le nostre previsioni prima della primavera del prossimo anno sarà difficile vedere i primi lavori. E il gestore sarà deciso da un bando specifico. Per quanto riguarda la lettera inviata a giugno dalla Val Maron srl, c’era poco da rispondere: non c’erano richieste ma la comunicazione che per l’inverno 2017-18 non avrebbe aperto. Cosa di cui, a malincuore, abbiamo preso atto».

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