Fiera Rn-Vi, riminesi dimissionari: «nostro diritto di controllanti»

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«Mi pare che si stia ricamando su scaramucce datate, quelle di inizio gennaio, cercando di costruire una teoria attorno a dissidi attuali che francamente sono invenzioni, a meno che non escano fuori quando si tratterà di fare delle scelte, ma al momento l’unica scelta è semplicemente quella di evitare un errore madornale». Così, intervistato da Claudio Monti sul quotidiano online Riminiduepuntozero lo scorso 7 aprile, il presidente di Ieg (Italian Exhibition Group, gruppo nato dalle nozze fra le fiere di Vicenza e Rimini) Lorenzo Cagnoni, commenta le dimissioni in blocco dei consiglieri riminesi del cda tra cui le sue.

L’errore a cui si riferisce Cagnoni, è quello di «andare all’operazione della quotazione in Borsa con un consiglio di amministrazione in “via di estinzione”, che si preparerebbe a cessare la propria attività. Il mercato non ce lo perdonerebbe. Per questo motivo abbiamo fatto un ragionamento molto freddo e lucido: al percorso della quotazione in Borsa ci si presenta con un consiglio rinnovato».

«Gli azionisti riminesi – Comune, Camera di commercio e Provincia- sono gli azionisti di controllo, ed hanno tutto il diritto di pensare alle questioni dell’agenda, più che a problemi di cortesia istituzionale nei confronti di qualche socio di minoranza – continua Cagnoni -. E’ semplicemente una logica aziendale. Io ho avvertito gli altri consiglieri di quello che sarebbe successo di li a breve, per metterli al corrente, poi gli altri consiglieri dentro la procedura ci staranno con un loro comportamento, che se vorranno potrà essere di fiancheggiamento di questa soluzione, se invece vorrà essere di altro tipo, saranno naturalmente liberi di farlo».

Il presidente di Ieg derubrica poi le preoccupazioni dei soci vicentini che sarebbero stati colti alla sprovvista dalle dimissioni dei colleghi riminesi: «gli azionisti non stanno a riflettere su queste questioni per mesi e mesi come se si dovesse discutere di qualche problema di quartiere, dove occorrono 28 assemblee per decidere di fare un marciapiede e poi magari non farlo». Agli azionisti, continua Cagnoni, interessa «riuscire ad assumere in tempi veloci le decisioni più opportune non è un mestiere semplice, ma la rapidità è fondamentale». Il presidente di Ieg quindi conclude parlando del suo futuro con una punta di ironia alludendo che potrebbe essere ancora della partita: «ringraziando Iddio sto bene, non mi sento davvero molto pronto per i giardinetti…».

(ph: YouTube – IEGexpo)

 

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