Salvini a Treviso: «con Conte ci riprenderemo la città»

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«Caro Giovanni Manildo le belle mostre non bastano, ragazze e donne devono poter girare nelle 24 ore senza preoccuparsi di come vestono o di dove vanno. Ci riprenderemo Treviso perchè deve tornare ad essere il gioiello che era con Gobbo e Gentilini». Così il leader della Lega Matteo Salvini ieri nel capoluogo della Marca per lanciare la candidatura di mario Conte.

«Difenderemo negozi e botteghe che sono posti di lavoro, non possiamo rimbambirci il sabato e la domenica nei centri commerciali – ha aggiunto – siamo quelli del “prima ci sono i trevigiani”, dalle case popolari ai contributi, governiamo per la gente, non facciamo gli affittacamere degli immigrati». Di fronte a un migliaio di persone riunite alla Loggia dei Trecento, Salvini ha anche parlato delle trattative per formare il nuovo governo escludendo un nuovo voto a giugno e un’alleanza con il Pd ma esprimendo l’intenzione di dialogare col Movimento 5 Stelle.

(ph: Facebook – Roberto Marcato)

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  • ROBERTO

    Le cose ora sono le seguenti: Arcore con Dudu ci prova in tutti i modi, anche da condannato, se non altro perché si cacca sotto sapendo che la direzione del vento è cambiata e che, se niente, niente, il vento inizia a soffiare (governo Di Maio), scoperchia le tegole delle famigerate logge smascherando i burattini scandalosi che con tessera P2 si erano accasati dentro alle nostre istituzioni.

    A questo punto, il male assoluto, farebbe la fine di Craxi, cosa che a Salvini non dispiacerebbe affatto e che la Lega si auspica, perché il Salvini potrebbe finalmente decollare a dx senza più doversi districare tra intenti e promesse che si materializzavano al massimo come slogan, proprio per la presenza dell’ex socialista craxsiano Beruscao, il quale per decenni ha ingannato proprio l’elettorato del centro destra dal quale si faceva votare con facilità grazie ai suoi organi d’informazione.

    La verità è: che la fine veloce del Berlusca se la auspica più la Lega che i 5 Stelle, ma per ovvi motivi i Salviniani non lo possono dire, e tanto meno farlo capire.