Autobomba a Vibo Valentia, un morto: aveva litigato con clan Mancuso

Una Ford Fiesta a metano è stata squarciata da un’esplosione nelle campagne di Vibo Valentia. Non si tratta di un incidente ma il botto è stato provocato da una bomba piazzata sotto l’auto e tutto fa pensare che sia un messaggio della n’drangheta. A causa dell’autobomba ha perso la vita Matteo Vinci, candidato alle ultime elezioni comunali mentre è rimasto ferito il padre settantenne che viaggiava con lui. Dalle prime ricostruzioni sembra che Vinci non sia morto subito ma l’ordigno gli avrebbe fratturato le gambe, impedendogli di uscire dall’auto, nel giro di pochi minuti completamente consumata dalle fiamme.

Presente sul posto la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha preso in mano le indagini. Sembra che Vinci avesse fatto uno sgarbo a Sara Mancuso, sorella dei boss dell’omonimo casato mafioso. La donna, infatti, è proprietaria di alcuni terreni che confinano con dei piccoli appezzamenti dei Vinci. Il clan aveva messo gli occhi su quei fazzoletti di terra ma la vittima non voleva saperne di venderli. A conferma della tensione che correva tra le due famiglie un precedente nel novembre del 2017: una furiosa lite aveva portato Sara Mancuso e Vinci dietro le sbarre e il padre di Vinci all’ospedale ferito gravemente con un’arma da taglio. Al momento nessuno si sbilancia ma da tempo Vibo Valentia è il palcoscenico di scontri causati dagli equilibri dei clan che stanno rapidamente cambiando.

Fonte: Repubblica

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