L’avviso del don: «se regalate il cellulare niente Comunione»

Ha voluto mandare un messaggio chiaro: «Se pensate di regalare il cellulare, allora niente Comunione». Si tratta del parroco di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, don Giordano Goccini. Come spiega la Repubblica, l’obbiettivo del sacerdote è riportare al centro il sacramento dopo che durante una riunione con i genitori, gli era stato chiesto di spostare la prima comunione perchè il figlio aveva una gara.

«Sono preoccupato che non si colga il bisogno di un limite nelle cose. Che ci sia sempre il bisogno di emergere, di riuscire, che le agende dei bambini siano strapiene di impegni, danza, pallavolo. Certo lo sport è importante, ma occorre fermarsi, non si può fare tutto, avere tutto». E usa lo telefonino come metafora: «l’illusione dello smartphone, che ti fa credere di essere ovunque nello stesso momento. Siamo in pizzeria con gli amici e chattiamo con qualcun altro. In realtà siamo lì solo con il corpo. Insomma, se qualcuno regala lo smartphone, io non do la Comunione. E’ un messaggio in realtà rivolto più agli zii e ai nonni. E regalare lo smartphone significa anche iniziare i giovani ai social. Ma si va anche contro la legge, perché Whatsapp, come tutti gli altri network, richiede un’età minima di 13 anni».

Infine don Goccini, che ha studiato teologia ma anche comunicazione, conclude: «le ansie devono tenersele le mamme. Il cellulare diventa anche uno status symbol, più per i genitori che per i figli. Ai miei tempi era così per la felpa o il piumino della tal marca, ora è il modello del cellulare. Fra i genitori c’è il bisogno di riempire i ragazzi di segni di distinzione. Lo trovo molto preoccupante».

 

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