BpVi, inchiesta a Vicenza: le motivazioni della Cassazione

La Cassazione ha pubblicato le motivazione della sentenza con cui il dicembre scorso ha accolto il ricorso del tribunale di Milano e ha rimandato tutti gli atti del processo BpVi a Vicenza. Come scrive Diego Neri sul Giornale di Vicenza a pagina 12, secondo la Suprema Corte tutti i reati avvenuti in seguito al 2012 quando vennero nascoste agli ispettori di Bankitalia le operazioni baciate, sono la continuazione del reato di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio commessi proprio nella sede vicentina di via Framarin. In sostanza tutti i comportamenti illeciti commessi dopo quella data anche a Milano e che portarono al dissesto della BpVi, rappresentano il tentativo di nascondere il buco da un miliardo di euro nei conti dell’ex popolare. Di qui la competenza del tribunale di Vicenza.