Dice a tutti che si laurea ma non è vero: 26enne suicida

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Mentre i parenti e gli amici si trovavano nella hall del complesso universitario di Monte Sant’Angelo a Napoli pronti a festeggiarla, lei ha percorso il corridoio, è salita su uno dei tetti e si è lasciata cadere. E’ morta così una studentessa di 26 anni di Isernia iscritta alla facoltà di Scienze Naturali.

Secondo una prima ricostruzione, la ragazza aveva detto a parenti e amici che si sarebbe laureata quel giorno, tanto che da Isernia si erano recati nell’ateneo per festeggiarla. Ma era tutto falso: la ragazza non era riuscita a concludere il ciclo di esami e quel giorno non si sarebbe laureata. Forse il peso di quella bugia l’ha spinta a compiere il grave gesto. La polizia indaga e tutte le attività universitarie sono state sospese.

Fonte: Huffingtonpost.it

 

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  • don Franco di Padova

    Purtroppo, oggi la vita si considera poca cosa.
    Film con decine di ammazzamenti all’ora, vizi mortali, sport estremi, delinquenti assassini, contribuiscono a dare “normalità” alla morte.
    Non voglio essere frainteso, ma la vita è il dono più prezioso che abbiamo e la prospettiva di vita futura non ne diminuisce né il valore né l’importanza.
    Per questo, nella liturgia preconciliare era presente e palpabile il dolore, espresso nelle note che sembravano un pianto (Kyrie), nel Requiem, nella Sequenza “Dies Irae”, nel “Libera me Domine”.
    Solo l’ultimo canto (“In Paradisu”) si apriva alla speranza ed alla gioia spirituale.
    La morte è fine del corpo, Tempio dello Spirito Santo, rompe la catena degli affetti terreni.
    Il suicidio poi, punisce orribilmente proprio coloro che ci amano.
    Tutto è poca cosa se confrontato alla grandezza della vita e dobbiamo re-imparare ad apprezzare questo dono meraviglioso.
    Purtroppo, oggi è “moderno” avere una cultura di morte, fatta di esasperazioni, che ammette l’uccisione di concepiti, nemica della vita in tutte le sue positive espressioni, che comprendono anche l’incontro di alterità.
    Povera ragazza, ha considerato una vergogna più importante della vita, l’aspettativa di una festa di orgoglio familiare trasformandola in un’anticamera di dolore.
    Mi spiace per lei e mi spiace per quanti la amano.