«Chiesa deve pagare Ici», lo chiede l’Europa

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Melchior Wathelet, avvocato generale della Corte Ue, in attesa che la stessa si esprima, ha affermato che i soldi dell’Ici che la Chiesa dovrebbe pagare allo Stato, vanno recuperati. La questione parte ricorso presentato nel 2013 dalla Scuola Montessori e Pietro Ferracci, titolari di un Bed&Breakfast, contro la sentenza della Commissione Europea sul pagamento della tassa sugli immobili da parte della Chiesa. La Commissione considerava il «sistema italiano di esenzioni all’Ici concesse a enti non commerciali per scopi specifici tra il 2006 e il 2011 incompatibile con le regole Ue sugli aiuti di stato», perché costituiva «un vantaggio selettivo» per le attività commerciali.

Il governo Monti nel 2012, trasformando l’Ici in Imu, ha esentato dal pagamento solo gli immobili della Chiesa che non svolgono attività economiche. La Commissione ha riconosciuto l’impossibilità per lo Stato italiano di calcolare l’esatto importo della tassa dal 2006 al 2011. Il ricorso della Montessori e di Ferracci è stato poi respinto nel 2016. Wathelet ritiene però che la Corte debba chiedere all’Italia i soldi di Ici e Imu, perché «l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative imputabili allo Stato (nella specie: mancata predisposizione di adeguate banche-dati) non giustifica un’eccezione alla regola per cui gli aiuti di Stato illegali vanno recuperati».

(Fonte: Ilmessaggero.it)

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