Padova, il traffico secondo Giordani&Lorenzoni: ambientalismo parolaio

Viabilità: perchè l’amministrazione di centrosinistra non consulta i cittadini?

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A Padova sono state prese, senza il coinvolgimento dei cittadini, decisioni sul traffico che stanno creando disordine e ripercussioni negative sulla mobilità. Si tratta di un’ulteriore incoerenza tra le immaginifiche promesse elettorali tutte ecologia e partecipazione, e le effettive decisioni che sembrano (spero di essere smentito) andare in direzione opposta. Un consigliere di minoranza, senza specifica competenza in materia, chiede estemporaneamente di aprire una nuova strada al traffico di attraversamento – nella fattispecie via Gerardo – a causa di un’improvvida decisione dell’amministrazione di cambiare la viabilità della zona. Se l’amministrazione cedesse a queste richieste, aggiungerebbe a uno sbaglio recuperabile, un ben più grave ed emblematico errore tecnico e politico.

La decisione di aprire al doppio senso di marcia una strada che altera profondamente l’equilibrio urbanistico e le prospettive di rigenerazione urbana: (a) va contro precisi accordi tra l’amministrazione e i residenti sottoscritti al tempo della realizzazione del quartiere (esiste ampia documentazione in proposito); (b) nega l’idea più volte ribadita dall’amministrazione in carica di favorire il trasporto pubblico e la mobilità ciclo-pedonale; (c) non tiene conto che esistono alternative valide alla “scorciatoia” di via Gerardo e la congestione è limitata al massimo a due ore al giorno e crea modesti e rimediabili problemi solo nelle giornate di pioggia quando sono aperte le scuole; (d) i piani urbani prevedono che il quartiere graviti su via Facciolati (dove peraltro è stato aperto recentemente un ennesimo supermercato con ampio – anzi esagerato – parcheggio) anziché su via e piazza Forcellini che sono tuttavia accessibili con biciclette e a piedi, nonché con mezzi pubblici secondo i piani dell’amministrazione; (f) che il cambiamento di un senso unico non è una decisione da prendere alla leggera poiché ha effetti pesanti su tutta la viabilità, sulla qualità della vita e sul valore degli immobili.

Una politica ecologica del traffico – e non solo svogliatamente sostenibile – deve utilizzare metodi di riduzione del traffico (“traffic calming” il solito termine inglese a indicare un approccio più aggiornato). Bisogna distinguere tra traffico e congestione. Il traffico è la quantità di auto in circolazione; la congestione è quando, a causa di un eccesso di auto, la circolazione si fa difficile. Spesso si applicano a questi due diversi fenomeni i modelli e il linguaggio dell’ingegneria idraulica: flussi, portata, scarico, by-pass ecc. Sono utili solo se si aggiunge la fondamentale variabile del comportamento umano: ovvero la domanda di viabilità cresce al crescere dell’offerta, cosa che ovviamente non si verifica in idraulica.

In parole povere, una nuova strada incoraggia a usare l’auto, quindi aumenta il numero degli spostamenti e si preferisce l’auto all’andare a piedi, in bici o con mezzi pubblici. Quindi, l’apertura di una nuova strada talora riduce temporaneamente la congestione, ma in seguito aumenta inevitabilmente il traffico. In poco tempo la congestione si ricrea e si richiedono nuove strade in una spirale senza fine.

Questa è la storia delle vecchie politiche del traffico abbandonate da almeno vent’anni nelle città più evolute. Sembrano invece ancora attuali a Padova dove prevale un ambientalismo obsoleto e parolaio dal quale l’amministrazione ha i mezzi culturali per prendere le distanze. Se si trasformano tutte le strade in scorciatoie di attraversamento, salta completamente ogni possibilità di rigenerazione dei quartieri urbani. Si afferma la tendenza a risolvere ogni problema con un aumento della mobilità automobilistica anziché per mezzo di una riduzione degli spostamenti inutili o con la sostituzione dell’auto con altri mezzi più ecologici ed efficaci. Infine, i cittadini residenti vanno sentiti e non si possono trovare improvvisamente una modifica dei flussi senza alcun preavviso.

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