Treviso, Losappio candidato sindaco M5S: «Conte e Manildo, finto duello»

Quartieri, pedonalizzazione, 4° lotto tangenziale, mostre Goldin, l’eredità Borrelli: intervista a tutto campo allo sfidante del «dualismo illusorio destra-sinistra»

Domenico Losappio (in foto) dopo «una lunga fase di discussione tra gli attivisti» è stato scelto come candidato sindaco per il M5S alle prossime elezioni amministrative di Treviso. Ricercatore all’università ca’ Foscari a Venezia, specializzato in storia medievale, 38 anni il prossimo 21 aprile, cercherà di spezzare il duopolio centrodestra-centrosinistra che vede contrapposti il sindaco uscente Giovanni Manildo (Pd) e Mario Conte (Lega).

Sembra che in questo inizio di campagna elettorale il M5S sia un po’ defilato. Si tratta di una scelta? Oppure i media non sono abbastanza attenti?
Mi scusi, ma se l’argomento principale delle pagine di politica locale è l’ingresso o meno nella coalizione di centrodestra dell’ex sindaco Giancarlo Gentilini, veda lei. Però è da mesi che noi ci stiamo muovendo sul territorio. Ogni sabato mattina battiamo un quartiere diverso.

Quali sono i punti qualificanti della vostra campagna?
Anzitutto c’è una questione di metodo. Noi a differenza di quello che fanno i grandi partiti che mettono in piedi i loro programmi durante happening di grande respiro mediatico come le Officine di Treviso in stile Leopolda, il programma lo stiliamo davvero assieme alla gente, incontro dopo incontro, nei quartieri. Per cui poi non abbiamo bisogno di kermesse spettacolari.

Ma sul piano degli interventi amministrativi, che cosa serve a Treviso?
Serve molta più attenzione agli aspetti della vita pratica dei quartieri. Vanno migliorate le piccole infrastrutture, migliorata la piccola e la grande viabilità, vanno rimossi i fattori di rischio nella piccola, media e grande viabilità. Va ripensato, nella scrittura dei bilanci, il rapporto tra quanto si spende per alcuni interventi in centro e quanto non si spende nelle periferie tanto per cominciare. Maggiore presenza e maggiore attenzione si traducono anche in maggiore sicurezza.

Nel caso non arrivaste al ballottaggio che fine faranno i vostri voti? Darete qualche indicazione? Oppure, come gira voce a Treviso, il vostro elettorato nel caso di ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra, si distribuirà equamente tra il primo, il secondo schieramento e quello degli astenuti?
Se non andremo al ballottaggio non faremo accordi con alcun partito e non daremo alcuna indicazione di voto. Il M5S fa sempre così.

I Cinque Stelle sono stati all’opposizione sia quando la Lega era in maggioranza sia quando a governare Treviso col democratico Giovanni Manildo c’è stato il centrosinistra. Se doveste dare un voto ai due quinquenni, che voto dareste da 1 a 10 dove dieci è il più alto?
Più che un voto numerico direi che il giudizio è negativo per entrambi gli schieramenti.

Perché?
Perché in realtà gran parte della azione amministrativa della giunta di centrosinistra capitanata da Manildo altro non è che la prosecuzione di quanto cominciato prima quando governava la Lega col centrodestra.

Un esempio?
Basti pensare le posizioni ambigue dei due schieramenti sui progetti del quarto lotto della tangenziale sul Terraglio est. Cerchiamo di essere seri, stiamo parlando di un dualismo spesso illusorio.

Da che cosa lo deduce?
Ma mi scusi, abbiamo letto tutti quanti le dichiarazioni del numero uno nazionale del Carroccio Matteo Salvini che si augura che la Lega ritorni al governo a Treviso per restituire dignità amministrativa alla città, quando il risiko immobiliare completato oggi dal centrosinistra, in modo assai discutibile peraltro, non è che la prosecuzione della partita cominciata proprio durante l’era dell’ex sindaco leghista Giampaolo Gobbo.

Ma venendo agli ultimi cinque anni quali sono secondo voi i punti più deboli dell’operato di Manildo?
Il primo è la disparità di trattamento dei quartieri. Poi ci sono gli interventi di pedonalizzazione.

Perché siete contro?
No ci mancherebbe, ma vanno realizzati in un ottica di coerenza. E non a spot come ha fatto Manildo. Il che ha generato malumori a non finire. E poi non dimentichiamo gli interventi mancati sul piano della sicurezza stradale. Lo vado ripetendo da settimane: si guardino la strada di Canizzano che è diventata una pista automobilistica, oppure la situazione a San Zeno o a San Pelaio.

C’è solo la viabilità?
Che cosa? Vogliamo parlare dei grandi eventi come quelli organizzati da Goldin? Che in città ci siano degli avvenimenti di richiamo va bene. Ma se non li colleghiamo al tessuto vivo della nostra realtà, cioè se il visitatore se ne va alla mostra e poi se ne ritorna a casa senza aver visto qualcosa del patrimonio che il capoluogo offre in tema patrimonio storico culturale, paesaggistico e di accoglienza turistica, allora quell’evento si rivelerà arido.

E quindi?
Treviso ha una storia straordinaria. Va messa in correlazione con la vita culturale della città. Per questo l’amministrazione deve ricalibrare la programmazione puntando molto sulle reti immateriali che si creano con poco sforzo economico ma per le quali serve molta intelligenza. Se invece l’aspirazione principale dei nostri amministratori è quello di mettere in campo massicci investimenti solo in alcune piazze della città non andiamo da nessuna parte. Per non parlare del trasporto pubblico.

A che cosa allude?
I bus enormi che arrivano in centro non vanno bene. Noi sosteniamo che in centro servano molti più pulmini, lasciando i grandi veicoli per le aree periferiche. Certi bisonti non sono adatti per la Treviso storica. E bisogna puntare sull’elettrico. Sul piano delle infrastrutture tecnologiche, se si parla di flussi turistici, non si capisce perché l’amministrazione si sia fermata con i progetti del wi-fi pubblico. Che peraltro usano tutti i trevigiani non solo i turisti.

Angela Maria Riva, la compagna dell’eurodeputato trevigiano David Borrelli (la quale era già stata al centro di una polemica sulla sua assunzione a Strasburgo), sarà candidata alle prossime amministrative in una lista collegata al centrosinistra di Manildo. Borrelli peraltro dopo aver recentemente abbandonato il M5S non ha lasciato il suo scranno parlamentare. Lei che ne dice?
Ognuno in coscienza fa le sue scelte.

Losappio, anche sua moglie però, Valentina Gerosa, figura, secondo La Stampa, nello staff di Borrelli. Con che mansione? E poi questa girandola di situazioni, pur perfettamente rispettosa delle prerogative di tutti nonché della legalità, non rischia di mandare un po’ in confusione il vostro elettorato, che è sempre molto attento alle questioni di coerenza?
Effettivamente mia moglie è stata nello staff di Borrelli ed è stata addetta al suo ufficio a Treviso. Però quando David ha abbandonato il movimento, lei con coerenza ha tagliato i ponti con quell’incarico. E si è cercata un altro lavoro. Tanto per essere chiari.

Lei che idea si è fatto del cosiddetto caso delle acque trevigiane?
Hanno fatto bene i nostri rappresentanti a palazzo Ferro Fini a chiedere spiegazioni alla Regione. In realtà sul piano dell’ambiente riteniamo che l’amministrazione debba rimanere sempre vigile. Basti pensare al caso di inquinamento da piombo che riguarda una parte delle falde della Marca. Le istituzioni, ognuna per la sua competenza debbono fare al propria parte. Non si scappa.

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