A 8 anni violentata per tre giorni e uccisa da poliziotti, l’India insorge

Asifa Bano era solo una bambina di solo 8 anni. Viveva nelle campagne del distretto di Kathua, in India. E’ stata rapita, sedata e stuprata per tre giorni prima di essere strangolata e gettata in un campo. Per questo sono state arrestate otto persone tra le quali diversi agenti di sicurezza e un’eminente personalità locale, un ufficiale di polizia in pensione e custode di un tempio hindu.

Il motivo di questa violenza? Mettere paura alla sua comunità nomade perché ultimamente stavano per stabilirsi con tanto di case nella pianura senza andarsene come ogni estate. Molti dei responsabili della morte della piccola Asifa sono rei confessi e nella ricostruzione della polizia si può leggere una crudeltà estrema nei confronti di una bambina di soli 8 anni. Asifa è stata presa di forza dal bosco dov’e stava facendo pascolare i cavalli, picchiata con sassi e imbottita di sedativi durante tutti i 3 giorni del sequestro per non farla gridare.

Anche l’atteggiamento della comunità locale è choccante. Una folla di centinaia di induisti hanno cercato di liberare gli arrestati e hanno tentato di impedire che la polizia portasse il fascicolo del caso in procura. L’intero villaggio si è addirittura opposto alla sepoltura e i familiari sono stati costretti a portare la piccola bara nella foresta. L’opinione pubblica internazionale e indiana insorge. Sono in molti a chiedere pene esemplari per gli arrestati, come la ministra del Bjp Maneeka Gandhi che ha chiesto la pena di morte immediata per i violentatori dei bambini.

Fonte: Repubblica

Ph: sandesh.com

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