Caro Di Maio, se vuoi il dialogo chiedi scusa al Pd

Le offese del Movimento 5 Stelle sono andate oltre ogni limite. Per superare i rancori il primo passo è rispettare l’ex nemico

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Sono un reduce da ferita profonda. Non dico non l’avessi in parte previsto, ma non in queste dimensioni. Più ancora, mi ha sorpreso l’entità del consenso che hanno ottenuto partiti e movimenti la cui unica abilità, a mio avviso, è consistita nel massacrare ogni azione del Pd e nello sparare, sì proprio sparare, promesse che solo un mago, con protezioni lassù, potrebbe realizzare.

Non ricordo casi nei quali ci fosse questo spasmodico sgomitare per il premierato. Non so se i due zerbinotti, uno ruspante e l’altro azzimato, abbiano una minima idea di cosa aspetti al futuro governo. Loro pensano che basteranno un paio di provvedimenti per la pancia di chi li ha votati e, voilà, il gioco sarà fatto. Ma non è così. L’azione governativa è fatta di mille cose: urbanistica, territorio, acque, lavoro,sanità, azioni militari, bilancio, rapporti sindacali, pubblica amministrazione, diplomazia, protezione civile e tanto altro. Se non c’è un’adeguata esperienza e una disponibilità a mediare per trovare soluzioni, cosa accadrà? E chi è al di là delle nostre frontiere ed ha la responsabilità di far suonare l’orchestra, senza disarmonie, cosa penserà di tutto questo bailamme per la formazione di un governo con tutti i media a fornire interpretazioni di ogni tipo su ogni possibile soluzione?

Non sono filo-nessuno. Semplicemente, apprezzo o meno, da come viene affrontato e risolto un problema. La signora Merkel ha tentato un’alleanza con liberali e verdi. Costoro si sono defilati. Rimaneva il vecchio socio socialdemocratico che in un primo momento, con Schultz, rispose picche. Poi la politica ebbe la meglio e iniziò quel lungo confronto i cui tempi hanno le loro ragioni. Quando si fa un governo di coalizione non si può stare a contrattare ogni passaggio con penosa ricerca di voti in Parlamento. Le difficoltà vanno affrontate prima e questo consente poi una navigazione abbastanza tranquilla. Qui da noi che accadrà? Dando per realizzata una cordata 5 Stelle e Lega, cosa garantirà la convivenza di due galli nello stesso pollaio?

Ritorno per un momento sulle critiche al Pd per non aver intavolato dei pourparler con i pentastellati. Penso, veramente, che la politica sia l’arte di trovare delle soluzioni ai problemi, ma il rapporto deve essere fra persone che si rispettano, pur nelle differenze. Quello che è stato detto e imputato al governo Pd e ai suoi rappresentanti, da di Maio, di Battista , Grillo e soci, va oltre ogni limite ed è stato giusto che la direzione del partito abbia declinato l’offerta di pace. Non si può tirare una linea e dire che d’ora in avanti i rapporti saranno diversi. Non si costruisce sui rancori ancora in azione. Se si vuole girare pagina, si riconoscano i propri errori di valutazione, si chieda venia per le offese verbali quotidiane e , una volta accettati e credo lo sarebbero, si formulino delle proposte precise sulle quali vedere se si può costruire qualche cosa. Così fanno le persone che vogliono trattare con chi era prima un avversario, in questo caso un nemico.

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