Evasione, Cgil: «troppi falsi poveri a Treviso»

«C’è evidentemente dell’imponibile che rimane sommerso e farlo emergere aiuterebbe Comuni e Regione ha dare più servizi ai cittadini». Così Paolino Barbiero, segretario dello Spi Cgil, commenta lo studio sulle dichiarazioni dei redditi del 2015 e del 2016 in provincia di Treviso. Come scrive Federico Cipolla su La Tribuna a pagina 21, il dato che balza all’occhio è quel 2,4% della popolazione che nel 2016 ha dichiarato un reddito superiore a 75 mila euro all’anno. Sono «dati che male si adattano ad una creazione di ricchezza in provincia piuttosto evidente, soprattutto con la lente posata sugli investimenti immobiliari e, in generale, sugli stili di vita», commenta Barbiero.

Secondo il segretario trevigiano di Spi Cgil «le leve degli enti locali per individuare le sacche di evasione con convenzioni con Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza (…) difficilmente vengono utilizzate. Probabilmente per il timore di perdita di consenso elettorale». Secondo lo studio, pensionati e dipendenti sono le classi sociali che hanno visto una crescita minore del proprio reddito medio negli ultimi 3 anni rispetto a imprenditori e autonomi nonostante i primi contribuiscano all’85% del reddito imponibile ogni anno. Nel 2016 a Treviso si sono raggiunti gli 11 miliardi di euro di reddito imponibile, sui 12,9 miliardi totali nella Marca.

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