Sitcom Vicenza: Angonese non ci sta, e si candida un’altra Bulgarini

Nel centrodestra la sceneggiata sul candidato sindaco continua. Mentre nel centrosinistra si scalda un nome eccellente

«A me queste voci su candidature alternative alla mia non risultano fondate. Manca solo che si mettano in giro i nomi di Pippo, Pluto e Paperino». No, dai, non ci possiamo credere: un guizzo di ironia (un po’ scontata, ma accontentiamoci) da parte del grigio candidato sindaco di Forza Italia e Lega a Vicenza, Fabio Mantovani. Così almeno si legge sul GdV di oggi, che ieri pubblicava l’indiscrezione secondo cui i due partiti, evidentemente non più soddisfatti dell’uomo da loro stessi scelto, avrebbero sondato altri per quel ruolo. E questi altri sarebbero Claudio Cegalin, direttore dell’emittente confindustriale Tva, ed Ermanno Angonese, già a capo dell’Ulss del capoluogo.

Due nomi di peso, altro che i personaggi Disney. Anche troppo, peso. Cegalin ha già smentito di essere stato abbordato da qualche forzista o leghista. Ma ha smentito solo questo. Non una sua eventuale disponibilità. Perchè chi lo conosce giura che un pensierino, in cuor suo, potrebbe farcelo eccome, e forse lo sta facendo, ma per ora terrebbe un profilo bassissimo per mettersi poi in una condizione di maggior forza dovesse concretizzarsi un suo sì alla candidatura. Amicissimo di Michele Amenduni, vecchia lenza democristiana, Cegalin caratterizzerebbe la corsa del centrodestra partitico in modo molto netto, attorno alla sua persona, nel guazzo delle reti di potere in città.

Angonese invece non ci starebbe pensando proprio, a spendere il proprio credito di ex politico anche lui democristiano per i dirigenti locali di due forze che credono, non si sa se per ingenuità o superbia o tutt’e due, di avere già la vittoria in tasca alle comunali di giugno. Non c’è spiegazione razionale, infatti, al modo maldestro, sfacciatamente autoreferenziale e in definitiva autolesionista con cui Lega e Fi stanno gestendo questa benedetta candidatura a sindaco che pare non chiudersi mai (continuando a maltrattare davvero offensivamente il Mantovani, che però a questo punto, resistendo e impuntandosi, dimostra di meritarsi il trattamento). Irrazionale, invece, sì, che c’è: si illudono che il risultato alle politiche, che specie in Veneto ha premiato la coalizione Salvini-Berlusconi, sia replicabile alle amministrative. O non hanno mai fatto politica, o sono preda di una sicumera psicologicamente da studiare.

Dall’altra parte, nel campo di centrosinistra, si segnala un piccolo evento: domani il Pd berico annuncerà i candidati al consiglio comunale, fra i quali spunta una parente eccellente: Ginevra Bulgarini d’Elci, sorella del vicesindaco uscente Jacopo. Di riffa o di raffa, Vicenza potrebbe ritrovarsi con un altro, anzi un’altra Bulgarini a Palazzo (ammesso e non concesso che il fratello non dovesse tornarci se vincesse Otello Dalla Rosa). La situation comedy The Bulgarini’s sta per iniziare. Attendonsi risate (finte) a go go. a.m.

Ph: famefocus.com

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