«Dichiarazioni anti gay, Gentilini va escluso da liste»

Giovanni Corbanese, ex presidente Ascom di Treviso e autore del libro “Stato civile: libero. Libero di amare chi voglio” commenta le dichiarazioni rilasciate 15 giorni fa dall’ex sindaco “sceriffo”  e “figliol prodigo” della Lega Giancarlo Gentilini riguardo alla presenza di gay in lista. «Dispiace apprendere dalle notizie di cronaca, che Treviso, città medaglia d’oro al valor militare per la guerra di liberazione dall’invasione fascista, debba ancora oggi subire e difendersi da deliranti dichiarazioni di “personaggi “, in preda a esternazioni di cultura razzista, fascista ed omofoba» scrive Corbanese in un comunicato. Per la cronaca, sia Conte, candidato sindaco con la Lega a Treviso, che Zaia, governatore del Veneto, hanno preso le distanze da quelle dichiarazioni.

«Pensare che una coalizione politica – continua Corbanese – che ambisce al governo nazionale abbia bisogno dell’appoggio di un personaggio già condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per istigazione all’odio razziale e più volte consacrato alle cronache solo per dichiarazioni di estrema gravità contro gli omosessuali è una cosa inaudita e dimostra la debolezza delle vere capacità di esprimersi e avvalorarsi solo con fatti concreti di politica coerente e democratica. Il governatore Zaia – aggiunge – che definisce Gentilini come un “tenerone” dovrebbe sapere che le parole hanno sempre un loro peso e che spesso contribuiscono e portano a conseguenze anche gravi. Siamo consapevoli che anche a Treviso esistono ragazzi e ragazze omosessuali e che il tasso di suicidi nelle persone omosessuali sia 40 volte superiore a quello degli eterosessuali. Questo è un dato di fatto e le ragioni si incentrano sul profondo malessere di condizione psicologica e del clima sociale, da indurre un individuo debole a non voler più vivere. Chiedo ai partiti del centrodestra che ambiscono a governare questa città in modo democratico di estromettere il signor Gentilini dalle liste per il prossimo consiglio comunale e dimostrare che non hanno bisogno di racimolare qualche voto di estremisti e antidemocratici per vincere e imporsi alle prossime elezioni comunali.

Personalmente – prosegue Corbanese – considerandomi “sano di corpo e di mente“, dopo il mio coming out di tre anni fa ho deciso di contribuire in ogni modo a rendere questa società, più tollerante, più civile, più inclusiva. Fare in modo che le nuove generazioni “gay o non gay” abbiano la possibilità di vivere una vita libera ed esprimersi per quello che sono realmente: delle persone, degli esseri umani, senza etichette e discriminazioni. Come trevigiano e cittadino professionista di questo Paese – conclude Corbanese – spero non si ripetano in futuro simili episodi di intolleranza. In caso contrario sarà mio dovere incorrere a tutte le forme di giustizia possibili».

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