San Fior (Tv), prostitute trans contro le multe: «siamo “caste”»

A San Fior (Treviso) il regolamento della polizia locale è chiaro nel suo pugno duro contro la prostituzione. Si vieta infatti di «intrattenersi ai margini delle strade pubbliche o aperte al pubblico, al fine di attirare o indurre alla domanda di prestazioni sessuali a pagamento. Tale condotta si esplica attraverso la nudità anche solo parziale di parti intime del corpo, l’utilizzo di abbigliamenti succinti, attraverso comportamenti ed atteggiamenti indecorosi ed indecenti preordinati ad attirare la potenziale clientela». Ma, come scrive Giorgio Barbieri su La Tribuna a pag 47, le prostitute transessuali non ci stanno e vogliono impugnare il regolamento di fronte al giudice di pace.

In particolare, nei ricorsi presentati all’avvocato Daniele Panico si fa presente che la trans «non è solita prostituirsi intrattenendosi ai margini della strada, ma a bordo della propria autovettura in apposita zona di sosta, non esibisce alcuna nudità, nemmeno parziale, di parti intime, non ha comportamenti indecorosi ed indecenti, non utilizza invero nemmeno abbigliamenti succinti». Le prostitute transessuali ritengono quindi di essere vittime di discriminazione sessuale: «la motivazione verbalizzata, infatti, lascia intendere che essere omosessuali o transessuali, e quindi vestire abiti che per tipicità sono destinati al genere femminile, sia elemento sufficiente per essere sanzionati nel comune di San Fior ».

Tags: ,

Leggi anche questo